Torna “Strade de Roma”, al Teatro Torlonia si cammina tra la poesia

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Piazza Belli, Piazza Trilussa, via Pascarella. A Roma si passeggia tra le strade della poesia in dialetto. Lo si fa camminando in città oppure lo si può fare a teatro. L’occasione, dal 17 al 21 aprile, è “Strade de Roma” al Teatro Torlonia, l’appuntamento che prevede una ricca galleria di storie, personaggi e versi della poesia romanesca. Un reading dedicato ai poeti in vernacolo, da quelli più noti a quelli un po’ meno, per dare spazio a tutti, da Belli a Zanazzo, da Jandolo a Trilussa, da Pascarella a Fabrizi. Poesia, politica, storia e filosofia di vita si intrecciano in un percorso tra le vie e i versi di Roma ideato da Graziano Graziani e a cura di Flavio Francucci, che si materializzerà nella mappa animata e interattiva di Giacomo Calderoni e prenderà voce attraverso un racconto che rintraccia poeti, strofe e strade della città nell’interpretazione di Francesca Astrei, Flavio Francucci e Alberto Melone per una produzione Teatro di Roma. Un attraversamento dei luoghi raccontati nelle poesie in dialetto e della toponomastica dedicata ai poeti di Roma, un’occasione per passeggiare allegoricamente tra le strade della città che parlano dei personaggi e degli artisti che l’hanno percorsa e declamata. A ricordare i poeti che hanno messo in versi la lingua del popolo ci sono Piazza Belli, Piazza Trilussa, via Pascarella, ma sono solo alcune delle strade intitolate ai poeti vernacolari della città, concentrate nel tredicesimo rione, Trastevere, quello più legato all’identità popolare; ma anche nel centro, tra il Teatro Valle e il Teatro Argentina, tra il Ghetto e l’Isola Tiberina, sono tante le tracce che ricordano i poeti di Roma. “Strade de Roma” si addentra tra le vie del centro, passando per la casa natale del più grande dei poeti romani in lingua, Giuseppe Gioachino Belli, racconta luoghi e storie di Roma, alternando aneddoti e letture di poesie, dal Meo Patacca di Berneri alla passatella di Zanazzo, dalle invenzioni giudaico-romanesche di Del Monte alla passione culinaria di Aldo Fabrizi, fino ai versi struggenti di una giovane e sfortunata poetessa bambina a cui venne attribuito il premio per la bontà, Raffaella La Crociera. Le poesie selezionate sono di: Anonimo romano, Giuseppe Gioachino Belli, Giuseppe Berneri, Crescenzo Del Monte, Aldo Fabrizi, Augusto Jandolo, Raffaella La Crociera, Cesare Pascarella, Pasquino Trilussa – Giggi Zanazzo. Lo spettacolo dura 70′.