La recensione – “Il tempo delle ciliegie” di Nicolas Barreau

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di Luisa Di Maso

Instagram @luisa.di.maso

L’amore è una scintilla, si accende all’improvviso quando meno ci si aspetta, arde negli occhi di chi prova attrazione per un dettaglio nell’aspetto, nella voce, nella gestualità. S’insinua sottopelle il particolare evidenziato che ricorre nella testa e che, amplificato, coccola l’innamorato. La leggerezza approda benevola nel respiro di ogni giorno e tutto si colora di tinte pastello.

“Era una sera di primavera, quando il destino mi avvicinò in punta di piedi. Girovagavo senza meta per le strade di Saint-Germain e a un tratto mi cadde l’occhio sulla finestra di un ristorantino accogliente di nome Le Temps des cerises. Tovaglie a quadri bianchi e rossi, candele, luce soffusa. E poi vidi Aurelié, la bella cuoca, ma non sapevo si chiamasse Aurelié. Vidi il suo sorriso e ne rimasi incantato. Un sorriso che mi riempì di gioia anche se non era rivolto a me.”

È un sorriso a dare il via alla storia d’amore tra Aurélie e André, un sorriso involontario della giovane donna, cuoca nel suo stesso ristorante, che cattura l’attenzione di André, scrittore ed editor di una casa editrice parigina. Il giorno di San Valentino André vorrebbe chiedere in sposa la sua amata, ma per una serie di circostanze, prima fra tutte l’assegnazione di una stella Michelin al ristorante di Aurélie, il progetto cambia e incontra molti ostacoli.

“Come potete immaginare, quella stella che la sera prima risplendeva con tanta luce sopra Il Temps des cerises aveva scombussolato tutti i miei programmi. E… sì, insomma, a che serviva? A me no di certo.”.

In “Il tempo delle ciliegie” resti impigliato in una storia d’amore caratterizzata da gelosia (immotivata), presunzione, sotterfugi e paranoie (del protagonista), mascherata da commedia dei buoni sentimenti. André, accecato dai sospetti infondati, arriva a pedinare Aurèlie, coinvolgendo un amico fidato che dapprima tenta di farlo desistere, ma che poi lo asseconda.

“- Mi deve delle spiegazioni quella traditrice. – Non è detto che sia una traditrice. Invece una cosa è certa se le racconti di stasera ti copri di ridicolo (…) Le donne vogliono un uomo sicuro di sé che sappia gestire ogni situazione.”.

La narrazione portata avanti dalla voce di lui e di lei, è leggera, il libro che si conclude velocemente, fornisce anche informazioni sul mondo editoriale,

“Vendiamo sogni, e il mondo dell’editoria vive essenzialmente di speranza, giusto? L’agente letterario propone un manoscritto all’editore e confida che ci veda lo stesso potenziale intuito da lui e, possibilmente, faccia un’offerta a cinque cifre. L’editore spera che i suoi libri vendano, che siano osannati dalla critica che entrino nella classifica dei bestseller. E io spero che un romanzo scoperto fra i tanti mediocri, se non orrendi, un romanzo in cui credo e per il quale mi sono battuto alle riunioni di redazione, alla fine venga accolto con entusiasmo. Sì, spero addirittura che il gentile lettore lo apra e lo legga, invece di guardare l’ultima serie di Netflix.”

ma quanti cliché! Resto scettica sul contenuto di questo romanzo, sicuramente ben scritto e corredato della giusta dose di umorismo e ironia, ma pesante nel messaggio che ne scaturisce. Ancora un esempio di letteratura in cui la gelosia dell’uomo, la giustificazione di certi comportamenti ignobili (minimizzare i successi della compagna, pedinare, picchiare un altro uomo considerato rivale) sembrano essere l’unico mezzo per dimostrare l’amore.

Il tempo delle ciliegie

Nicolas Barreau

Feltrinelli