La recensione – “La Mennulara” di Simonetta Agnello Hornby

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di Luisa Di Maso

Instagram @luisa.di.maso

Basta tendere le orecchie, aguzzare la vista dietro una serranda accostata, spiare senza darlo a vedere, per cogliere frammenti di conversazione sussurrati, un movimento, un gesto, uno sguardo di troppo e dar vita a un pettegolezzo. Ci pensano poi le bocche instancabili ad amplificare la narrazione, arricchendola di particolari, a volte minuziosi, a volte generici, spesso indiscreti e tali da non consentire più il riconoscimento del contenuto alla fonte.

In La Mennulara, romanzo ambientato nella Sicilia degli anni sessanta, la protagonista Maria Rosaria Inzerillo, conosciuta da tutti come Mennù, La mennulara, ovvero raccoglitrice di mandorle, domestica a casa della famiglia Alfallipe, muore.

Appresa la notizia, i paesani parlano della donna, consentendo al lettore di comprendere poco alla volta i motivi del disprezzo che alcuni nutrono per lei o viceversa della stima e gratitudine di altri. È risaputo che la donna era amministratrice dei beni di casa Alfallipe pure essendone domestica e sull’idea di uno spropositata fortuna accumulata negli anni proprio gli Alfallipe, rimasti senza il becco di un quattrino, fanno supposizioni.

“Però c’è una cosa da ricordare, che Mennù ha sempre mantenuto la parola, e me lo ha detto fino a ieri sera, di fare come dice lei e avremo la roba. Può darsi che ci sia un testamento dal notaio o altrove, o che abbia già fatto delle donazioni, o che ci abbia intestato dei conti in banca e noi non lo sappiamo… bisogna cercare nei suoi cassetti.”

E sono proprio le maldicenze, le congetture, le difese e le giustificazioni a rendere questo romanzo vivace e ricco di colpi di scena, tanto da far virare l’animo del lettore da un sentimento di vicinanza, al sospetto più cupo e viceversa nei confronti della donna, a più riprese. La Mennulara era forse legata a un capomafia locale?

“D’altronde c’era qualcosa sotto che non si capiva come dimostrato dalla presenza al funerale di Don Vincenzo Ancona, il riconosciuto capomafia della provincia e inoltre padre di un importante personaggio che viveva fuori, uomo d’onore moderno che appoggiava il governo. Questo era un avvertimento sbalorditivo e preoccupante, degno di considerazione.”

Una rappresentazione storica e sociale di grande effetto, una narrazione originale, una penna, quella di Simonetta Agnello Hornby che ha saputo intessere con bravura e ironia (il romanzo è anche divertente) una trama articolata, dando voce a personaggi indimenticabili. Una precisazione, il romanzo già pubblicato nel 2002 è stato revisionato e accresciuto in questa versione più recente che offre un quadro ancora più dettagliato di alcuni personaggi e situazioni.

La Mennulara

Simonetta Agnello Hornby

Feltrinelli