A piazza Cavour un’installazione contro la guerra: è “L’incontro”

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È stata inaugurata a piazza Cavour, un anno dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, l’installazione ‘L’incontro. Simbolo di Pace’ realizzata dallo scultore veneziano Gianfranco Meggiato. Presenti al taglio del nastro la Presidente del I Municipio, Lorenza Bonaccorsi, l’assessora municipale alla Cultura Giulia Silvia Ghia, l’artista ed alcuni rappresentanti dell’Ambasciata ucraina in Italia: Oleksandr Kapustin e Hanna Halcenko.

L’opera di Meggiato è stata collocata al centro dei giardini della piazza, di fronte al Palazzo di Giustizia. La sua installazione è una rappresentazione artistica di una fortificazione militare realizzata con gli stessi sacchi di juta con i quali si proteggono i soldati nelle trincee e sui quali l’artista ha impresso riflessioni e pensieri di pace di alcuni dei personaggi più importanti del Novecento. Al centro ecco una scultura sinuosa in lega di alluminio, una Musa silente, ‘l’incontro’, che vuole simboleggiare l’importanza del ricongiungimento tra i popoli e la conquista della libertà. L’opera vuole essere un simbolo di pace ma vuole anche rappresentare, con i sacchi di juta destinati al disfacimento, la caducità della natura umana.

“Quest’opera – ha commentato la Presidente Bonaccorsi – ha per noi un significato profondo e fondamentale per un anniversario che mai avremmo voluto celebrare. Noi siamo accanto al popolo ucraino e pensiamo che la cultura sia un importante leva per riannodare il dialogo tra popoli e quindi per costruire la pace. Dal centro di Roma lanciamo un messaggio per il popolo ucraino: vi siamo vicini e ci auguriamo si possa arrivare presto alla pace. Siamo molto contenti, inoltre, che questo messaggio sia stato affidato ad un grande artista contemporaneo, con il quale siamo onorati di collaborare”.

“Esattamente un anno fa iniziava la guerra in Ucraina – ha aggiunto l’assessora Ghia – quello che vorremmo è che questa opera possa far riflettere su tutte le guerre. Questa installazione vuole ispirare un pensiero sulla diversità, affinché la diversità diventi normalità. L’opera di Meggiato vuole rappresentare un abbraccio collettivo e il significato profondo della sua installazione è che bisogna superare le proprie trincee interiori e le proprie solitudini per ritrovarsi in un grande abbraccio corale. Questa installazione è importante anche per il centro storico di Roma, che ha la necessità di ritrovare la sua contemporaneità. E per questo motivo il I Municipio vuole muoversi nella direzione di portare l’arte contemporanea, nelle vie, nelle piazze, per farla diventare davvero pop collegandola con l’attualità, con quelle tematiche con cui tutti noi, nel bene e nel male, ci troviamo a dover fare i conti quotidianamente”.

L’installazione è stata promossa dalla ‘BAM’ di Giulia Abate e Maria Isabella Barone, al loro secondo progetto di arte pubblica dopo ‘The Lobster Empire’ di Philip Colbert, ospitato a via Veneto, con il patrocinio del Municipio Roma I Centro.