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Home Arte e Mostre

Fotografia, all’Ara Pacis la grande mostra sull’immortale Doisneau

di Gianluca Miserendino
18 Giugno 2022
in Arte e Mostre
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Fotografia, all’Ara Pacis la grande mostra sull’immortale Doisneau

Lo scatto al bacio della giovane coppia, indifferente alla folla dei passanti e al traffico della place de l’Hôtel de Ville di Parigi, è una delle fotografie più conosciute al mondo. L’autore è Robert Doisneau, il grande maestro della fotografia al quale è dedicata la mostra ospitata fino al 4 settembre 2022 al Museo dell’Ara Pacis.

L’esposizione, a cura di Gabriel Bauret, è promossa e prodotta da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Silvana Editoriale.  Supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. Catalogo Silvana Editoriale. Radio partner Dimensione Suono Soft.

Insieme a Henri Cartier-Bresson, Doisneau è considerato uno dei padri fondatori della fotografia umanista francese e del fotogiornalismo di strada. Con il suo obiettivo cattura la vita quotidiana degli uomini e delle donne che popolano Parigi e la sua banlieue, con tutte le emozioni dei gesti e delle situazioni in cui sono impegnati.

In mostra sono esposte oltre 130 stampe ai sali d’argento in bianco e nero, provenienti dalla collezione dell’Atelier Robert Doisneau a Montrouge. All’interno del percorso espositivo saranno proiettati spezzoni tratti dal film di Clémentine Deroudille Robert Doisneau. Le Révolté du merveilleux e un’intervista al curatore Gabriel Bauret.

L’opera di Doisneau è espressione di uno sguardo empatico, che diventa teneramente partecipe quando fotografa innamorati e bambini. “Mi piacciono – affermava il fotografo – le persone per le loro debolezze e difetti. Mi trovo bene con la gente comune. Parliamo. Iniziamo a parlare del tempo e a poco a poco arriviamo alle cose importanti. Quando le fotografo non è come se fossi lì ad esaminarle con una lente di ingrandimento, come un osservatore freddo e scientifico. È una cosa molto fraterna, ed è bellissimo far luce su quelle persone che non sono mai sotto i riflettori.” E ancora: “Il fotografo deve essere come carta assorbente, deve lasciarsi penetrare dal momento poetico. La sua tecnica dovrebbe essere come una funzione animale, deve agire automaticamente.”

Un’attenzione particolare per questa mostra è stata dedicata all’accessibilità, con un percorso dedicato e visite tattili gratuite per le persone con disabilità visiva; e con visite gratuite, munite di interpreti LIS, per le persone sorde.

Per saperne di più, vedi l’ampia scheda nel sito dell’Ara Pacis.

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Gianluca Miserendino

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