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Home Turismo

Una gita a… Rocca Priora

di Gianluca Miserendino
8 Febbraio 2022
in Turismo
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Una gita a… Rocca Priora

Rocca Priora, ubicato nell’area dei “Colli Albani”, raggiunge un’altitudine di 768 m, è il comune più alto dei Castelli Romani. Il belvedere in cima al paese permette di ammirare uno dei panorami più suggestivi dei Castelli, verso Roma ed i Monti Tiburtini, Prenestini ed Ernici.

Nota come la Terra delle Acque per la ricchezza di fontane che da sempre sono servite per l’agricoltura dei territori circostanti. Fontana Vecchia nelle vicinanze del paese, era la più importante per l’uso d’acqua potabile. Fonte Maggiore fuori dal centro abitato, serviva per l’abbondanza d’acqua. Fontana Nuova presso l’Osteria Nuova nella Via Latina, era utile ai viandanti. Fontana Bella nelle immediate vicinanze del paese era detta “la Bella” avendo un’acqua potabile limpida e leggera. Fontana Chiusa era utilissima per dissetare i lavoratori di campagna. Fontana Carpinello, con acqua limpida per uso domestico. Fontana Sbringolo usata come lavatoio pubblico. Fontana Sbringoncello serviva per dissetare i pastori, gli animali e per lavare i panni.

Il monumento più grandioso di Rocca Priora è il Palazzo Baronale, oggi sede del Comune, sorto su un antico castello, fu restaurato dall’Architetto Conte Francesco Vespignani nel 1880 affinché i ruderi del vecchio maniero ri-diventassero un castello in stile XV secolo. L’edificio affaccia sul Belvedere da dove si può osservare meraviglioso panorama dei Castelli Romani.

Un altro elemento da ammirare a Rocca Priora è la Porta dei Savelli realizzata in blocchi di sperone, con arco quasi ogivale, sormontato da una pietra rotonda marmorea, sulla quale è finemente inciso il loro stemma. La porta veniva aperta e chiusa in ore stabilite e custodita continuamente da speciali vigili, detti “Guardiani”, stipendiati dal Comune.

Per gli appassionati della Divina Commedia il Museo dedicato al Maestro Robazza, ospita il fregio in bronzo dorato, che lui stesso realizzò, costituito da diciotto pannelli di 70×80 cm realizzati nel 1994, interamente dedicati a illustrare le vicende di tutti e trentaquattro i canti dell’Inferno Dantesco.

Oltre a salumi e formaggi caserecci, il prodotto tipico della cucina locale roccapriorese è un formaggio-ricotta semiliquido, che si usa consumare ancora molto caldo, e perciò chiamato lo Scottone. A tale tipicità enogastronomica, assolutamente originale, è dedicata a gennaio la tradizionale sagra. (Fonte visitlazio.com)

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Gianluca Miserendino

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