Agopuntura – Terza parte

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I Quattro effetti generali dell’ago puntura

Effetto analgesico
Sono stati condotti studi anche da scienziati italiani presso l’università di Torino, Milano e Pisa che riguardano la misurazione della soglia del dolore .
In pratica è stato dimostrato che sotto stimolo di agopuntura, abbiamo un innalzamento della soglia del dolore. Ricerche Istituto di Pechino hanno messo in evidenza la produzione di catecolamine a livello corticale capace di innalzare la soglia del dolore in seguito a stimolazione periferiche con agopuntura. Da questi studi è emerso chiaramente che la testa è più sensibile all’azione analgesica dell’agopuntura, seguita dal torace e dall’addome.
Le Strutture responsabili dell’inibizione del dolore, cioè dell’analgesia indotta con aghi, sono situate nei nuclei del rafe, cioè nel mezzo del tronco dell’encefalo. Le zone del tronco dell’encefalo, connesse con l’inibizione dello stimolo doloroso maggiormente interessate nelle riflessoterapie, sono zone che giocano un ruolo fondamentale in tutti i tipi di analgesia mediante agopuntura , regolando l’attività dei filtri primari a livello del midollo spinale da una parte e dei centri integratori del talamo e della corteccia cerebrale dall’altra: Essa , in senso figurato è in grado di accendere e spegnere come l’interruttore della luce, le vie deputate alla propagazione di impulsi dolorosi.

Azione sedativa
Clinicamente si è potuta constatare l’efficacia dell’agopuntura negli stati di ipereccitabilitá e nel trattamento dell’insonnia . L’azione sedativa dell’agopuntura può essere dimostrata dall’aumento di ampiezza delle onde alfa all’elettroencefalogramma. Molto spesso i pazienti dopo la seduta di agopuntura riferiscono di sentirsi più calmi, tranquilli e sedati.

Effetto antinfiammatorio
È stato dimostrato, da un gruppo di ricerca italiano che, dopo la stimolazione di agopuntura di determinati punti ,le gammaglobuline si innalzano in maniera staticamente significativa e questo aumento anticorpale è di fondamentale importanza per la buona riuscita terapeutica di malattie acute sostenute da batteri e virus.
Anche se queste comunicazioni sono solo preliminari, tuttavia sono estremamente interessanti e suggestive nel prospettare, in pazienti allergici all’uso degli antibiotici, valide possibilità terapeutiche nel caso di malattie infiammatorie.
Questi punti possono essere usati in tutti i casi nei quali sia utile, in associazione o no con farmaci, stimolare naturalmente le difese anticorpali del soggetto.

Effetto di equilibrio funzionale
È stato notato che in pazienti ipertesi, operati sotto l’analgesia indotta dall’agopuntura, durante tutta l’operazione la pressione si è abbassata mantenendosi in limiti quasi normali.
L’agopuntura agisce stimolando il sistema nervoso autonomo parasimpatico quando l’organismo é sotto l’azione prevalente del simpatico e viceversa.

Quando e come agire
Praticamente tutti possono sottoporsi alle cure di agopuntura: anche i bambini e anziani, anche se per questi, bisogna agire con la massima cautela possibile.
Prima di essere sottoposti a trattamento i pazienti devono essere portati ad un stato di rilassamento: queste sono le condizioni ideali per poter agire. Gli antichi cinesi sconsigliavano il ricorso dell’agopuntura in tutti i pazienti che fossero sotto l’effetto di tre cose: paura, eccitazione e alcol.

Le 10 controindicazioni che devono essere sempre presenti alla mente del medico agopuntore, che non deve dimenticare :

-lunghi periodi di digiuno; -replezione gastrica (subito dopo un pasto abbondante);
-ubriachezza; -periodi di eccessivo affaticamento-debolezza fisica, dati da carenza totale di energia; -gravidanza nelle donne il primo mese (punti sui quadranti inferiori dell’addome);-Febbre elevata (quando è possibile meglio non praticarla)-pazienti che durante gli ultimi mesi siano stati sottoposti a radioterapia-durante i cicli mestruali;
– nelle giornate particolarmente ventose e piovose.

Una seduta mal condotta può portare danno e aggravamento dei sintomi.
Il numero delle applicazioni di agopuntura è variabile secondo la cronicità, la gravità e l’estensione della malattia in esame.

In genere sono sufficienti quattro-cinque sedute per risolvere il 90%