Nun je da retta Roma… un saluto a Ennio Morricone, Gigi Proietti e tanti altri – Prima parte

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Che anno brutto e tetro è questo 2020, oltre il Covid e le sue conseguenze sociali, le sue morti, il suo far sparire e morire tante attività sia commerciali e culturali, l’anno in corso forse ha un altro triste primato, quello di essersi portato via anche tanti e tanti uomini di cultura. Non che la morte abbia un valore diverso tra persona e persona, per dirla come Totò, è comunque una livella, ma ci sono morti che ti lasciano un vuoto più di altri. Anche se per noi sono degli emeriti sconosciuti, come nel caso di personalità del mondo dello spettacolo che effettivamente non conosciamo realmente, comunque la loro opera, la loro immagine e la loro voce ci sono familiari e ci accompagnano per tanti e da tanti anni. Questo capita con le canzoni, con i film, con le musiche e magari si con qualche barzelletta.
Anno nefasto questo un anno che volge al termine e che lascia una striscia di vuoto tra noi e le nostre piccole grandi passioni.
La lista è lunga; da febbraio Kirk Duglas e fino a novembre Gigi Proietti fanno da poppa e da prua ad una nave che passando per l’oceano infinito delle sventure umane colora di nero anche e soprattutto il mondo dell’arte e della cultura.
La chiusura forzata delle scuole e dei luoghi di aggregazione costruttiva come teatri, musei, cinema e centri culturali ha aggravato e fatto sentir di più il senso di abbandono di cui può soffrire una popolazione da sempre abituata allo scambio, anche talvolta colorito, di idee e impressioni.
Non sono poi mancate le nefandezze sui social, alimentate da chi in situazioni di emergenza e instabilità economica approfitta per spargere veleni e odio. Poco probabili e credibili individui in camice bianco e qualche politico vestito di verde, per dare l’idea di essere vicino agli operatori sanitari, loro si attori, di un film horror di serie B. La stessa televisione non è stata da meno, distribuendo per 24 ore notizie e informazioni, anche a volte insensate pur di mantenere l’audience alto.
Un anno così è da dimenticare ma loro quelli che ci hanno accompagnato con piccole e grandi parole e melodie indimenticabili non li dimenticheremo di certo.
Una rapida carrellata, un rapido ricordo e un saluto a tredici grandi artisti che nel 2020 ci hanno lasciato un gran vuoto.
Il primo è Kirk Duglas 1916, 5 febbraio 2020, 104 anni, da far invidia a tutti i suoi colleghi. Duglas è stato Ulisse, Spartaco e soprattutto l’ufficiale ribelle di “Orizzonti di gloria” di Stanley Kubrick, regista profetico e rivoluzionario, autore di capolavori distopici e apocalittici, ma sempre lungimiranti. “Orizzonti di gloria” è uno dei manifesti dell’antimilitarismo per antonomasia, la frase con cui lo stesso Kirk descrive il nazionalismo ottuso è rimasta nella storia, “Il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie”, ci mancherai davvero Kirk.
Max Von Sidow 1929, 8 marzo 2020, che Max se ne sia andato il giorno dedicato alle donne forse non è un caso, che se ne sia andato in piena esplosione pandemica non è neanche questo un caso. Attore amato dalle donne, un signore di altri tempi è così che lo ricordiamo. Cosa centra la pandemia è presto detto; uno dei capolavori di Ingmar Bergman regista scandinavo è il “Settimo sigillo” dove Von Sidow viene conosciuto dal grande pubblico. Il film è ambientato nel Medioevo nel pieno di una epidemia di peste, bizzarria della sorte? Lasciamo questa decisione a ognuno di noi.
Luis Sepulveda 1949, 16 aprile 2020 scrittore e uomo di cultura, scrisse il romanzo da cui è stato tratto uno dei film di animazione più belli degli ultimi anni, “La gabbianella e il gatto”, Sepulveda se ne va via proprio col Covid19, forse ignaro della gravità della malattia.
Little Richard 1932, 9 maggio 2020, la chitarra più veloce del Rock. Considerato il padre della musica più trasgressiva del mondo nasce di umili origini, è il terzo di dodici figli, riuscirà a trasformare un genere molto assestante come il Blues in qualcosa di potente e per qualcuno demoniaco, strana sorte per il figlio di un predicatore. A noi rimangono quelle “Skitarrate” come si chiamano oggi, senza le quali saremmo tutti più tristi.
Ezio Bosso 1971. 15 maggio 2020, il più giovane dei nostri artisti. Musicista colto e impegnato nella didattica, è colpito da un male che lo distrugge fisicamente, mentre non ne altera le capacità cognitive. Penoso e indicativo della bassezza di cui sono capaci alcuni nostri connazionali sono gli orpelli che hanno colpito il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver diffuso un post a nome del Quirinale che lo ricordava.

Marco Abbondanzieri