Debito pubblico, economia sommersa, formazione e classe dirigente – Prima parte

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Premesse ed introduzione: il debito pubblico italiano sta diventando insostenibile sia in termini assoluti che in rapporto al PIL, probabilmente nel 2020 sfiorerà il temuto rapporto del 10 % rispetto al PIL avvicinandosi alla temibile quota predefault del 160%. Poi avremo una ripresa sicuramente per due-tre anni molto forte, ma in mancanza di riforme incisive della vita pubblica, ben difficilmente questa ripresa potrà farci riguadagnare i livelli precrisi. La formazione ed il reclutamento della NUOVA CLASSE DIRIGENTE sono strettamente correlate all’aumento del PIL che non cresce se non in relazione alla qualità della risorsa umana che il Paese ha a sua disposizione. In Italia, inoltre, a complicare il quadro abbiamo una fortissima economia sommersa “nera” che molto maggiore rispetto agli altri Paesi europei e che nel meridione è fortemente monopolizzata dal sistema della criminalità organizzata (Mafia Cosa Nostra, Ndrangheta calabrese, Camorra napoletana e casertana, Sacra Corona Unita pugliese). Sono altissimi i suoi proventi soprattutto del narcotraffico internazionale, ma anche dei reati commessi come usura, estorsione, ricettazione, scommesse, ecc: sono soprattutto esentasse e si moltiplicano ogni anno crescendo esponenzialmente penetrando dentro la vita legale del Paese reale. E’ evidente che una montagna di denaro del genere non può essere governata da pochi uomini di basso livello culturale, pur se militarmente molto attrezzati: esiste da molti anni per queste organizzazioni criminali la vitale necessità dapprima di infiltrarsi organicamente nel tessuto della Pubblica Amministrazione con i loro personaggi di assoluta fiducia ed irreprensibili, poi entrano nel campo della piccola, media e grande imprenditoria italiana per riciclare l’ enorme quantità di denaro prodotto illegalmente e che sfugge ai controlli dello Stato. Le Mafie per arrivare a questo controllo diffuso dei proventi economici hanno bisogno di trasformarsi in MassoMafie cioè di diventare organiche ai poteri imprenditoriali ed istituzionali dello Stato: tuttavia, esse hanno bisogno continuamente, data la enorme quantità di denaro prodotto dalle illecite transazioni nazionali ed internazionali, di attingere in continuazione al reclutamento di nuova classe dirigente istruita, formata e laureata che gli onesti cittadini con i proventi fiscali delle attività lecite forniscono continuamente mediante la SCUOLA, ma soprattutto mediante la FORMAZIONE SUPERIORE E CIOE’ L’UNIVERSITA’. La nostra economia, basata sul LAVORO (art. 1 della Costituzione) e sulla FISCALITA’ GENERALE DELLE IMPRESE DELLE PERSONE FISICHE E DEI CONSUMI, non può reggere a lungo sotto la pressione di questa lunghissima ondata di economia illegale e con lei il nostro Welfare State frutto di lotte e dure conquiste sociali del Dopoguerra (Istruzione primaria, secondaria e superiore, formazione professionale, sanità e servizi sociali, pensioni e lotta alla disoccupazione).
In Italia, inoltre, da molti anni assistiamo ad una fortissima crisi demografica anche perché è bassa l’aspettativa sul nostro futuro: l’ italiano medio non è disposto a scommettere sul suo futuro. La natalità è bassa e con essa quindi il nostro potere (una volta vanto assoluto italiano) di produrre nuova classe dirigente istruita, laureata ben preparata a disposizione del Paese per almeno 30-40 anni.

Dott. Francesco Russo
Medico-Chirurgo
francesco.russo@uniroma2.it