La sindaca tenta il bis: cosa ha fatto Virginia Raggi a Roma dal 2016 al 2020?

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La sindaca Virgina Raggi comunica a tutti la sua ricandidatura a sindaca della città eterna alle prossime elezioni comunali previste per il 2021. L’annuncio è arrivato nel corso della riunione di maggioranza con i consiglieri del Movimento 5 stelle.

La notizia di un Raggi bis circolava già da tempo nell’aria ma da qualche giorni abbiamo la conferma “Mi ricandido, sono convinta che possiamo e dobbiamo andare avanti”, ha dichiarato la sindaca.

La prima cittadina è in carica dallo scorso 22 giugno 2016, non sono mancate le critiche durante la sua gestione, è stata più volte al centro di diverse polemiche, ma andiamo a ricordare cosa è stato fatto per Roma dal 2016 ad oggi.

La Raggi è stata eletta nel 2016, una delle scelte importanti della sua amministrazione è stata quella del concordato di Atac una scelta ritenuta da tutti folle, e che ora rischia di far saltare l’azienda a causa anche del lockdowun, comunque nel 2016 ATAC registrava una perdita di 212,7 milioni. Nel 2018 con i dati della semestrale è riuscita a chiudere in positivo con + 5,2 milioni. Oggi Atac rischia il crach per evitarlo servono oltre 200 milioni di euro.

Un altro flop della Raggi è la gestione dell’immondizia, in campagna elettorale lo slogan usato dal Movimento era quello di rendere la città a “rifiuti zero”, i traguardi prefissati tuttavia non sono stati raggiunti, soprattutto quello riguardante l’incremento della raccolta differenziata, che invece di aumentare è scesa sotto al 44% nel 2018, contro il 44,8% dell’anno precedente. In alcune zone della città comunque è stato introdotto il porta a porta e in totale sono state segnalate oltre 75.000 utenze fantasma.

Sono state molte le scelte green di questa amministrazione che ha visto numerose iniziative di mobilità sostenibili come i servizi di car e bike saring, monopattini elettrici e le numerose piste ciclabili. Molte le bonifiche effettuate in tutta la città e numerosi gli sgomberi delle strutture occupate abusivamente come le ville dei Casamonica poi abbattute e la struttura di Casapound. Ora la parola passa agli attivisti del Movimento, e alla votazione sulla piattaforma Rousseau, dove dovranno scegliere se ricandidare o meno la sindaca uscente, intanto la Raggi sembra incassare l’appoggio dei big come dVito Crimi, Alessandro Di Battista e Beppe Grillo.