Micro veicoli aerei copiando il volo delle api

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Il volo delle Api ha sempre affascinato i ricercatori. Una prima scoperta fu quella che le Api seguissero un percorso per allontanarsi dal loro alveare e poi ritornarci a forma di un otto (il simbolo dell’infinito). Un modo originalissimo per orientarsi e comunicare alle altri api. Traiettoria, velocità, movimenti del corpo tutte varianti per fornire dati precisi sulla distanza dell’alveare o della fonte del miele, disegnare così una mappa nell’aria con la massima precisione.
Migliorando gli strumenti per l’osservazione di qualsiasi cosa in movimento, parliamo di movimenti ultra veloci, dopo tanti anni di ricerca, si è scoperto che le ali delle Api, nonostante la loro piccola dimensione rispetto al corpo, grazie ad un movimento rapidissimo riescono a sostenere un peso così grande in proporzione all’apertura alare che è inverosimile pensarlo.

Infatti, quando un ape spicca il volo, le sue ali non vengono sbattute come fanno normalmente gli uccelli, ma ruotano con movimenti di pressappoco 90 gradi ad una frequenza di circa 240 rotazioni al secondo: una velocità impressionante.
Questa rotazione produce una spinta verso l’alto che oltre il corpo dell’ape è capace di sopportare anche il carico che questa trasporta. Con questo sistema le Api riescono a stare un tempo lungo in volo e volare da un fiore all’altro.
Proprio in base a queste osservazioni alcuni scienziati hanno pensato di riprodurre un meccanismo capace di imitare le api ed hanno costruito dei micro veicoli aerei, oggi utilizzati in campo militare, ma che presto potranno trovare impiego nei piccoli trasporti o per risolvere problematiche legati a fattori di emergenza come calamità o per il soccorso sanitario.
In un film ambientato nella guerra che si combatte al terrorismo, si sono visti per la prima volta imitazioni di insetti, nel film era grande come un calabrone, che, grazie ai dispositivi GPS e telecamera, poteva essere guidato ovunque si voleva e riprodurre su un visore tutto quello che era a portata dell’occhio digitale.
La ricerca naturalmente continua e vorrà arrivare ad ottenere veicoli capace di affrontare ogni tipo di problematica per la quale non sarà necessario un aeroporto, trovare un veicolo che sia il nuovo concorrente degli ormai attualissimi droni.
Concludendo come al solito con “Il futuro è tra noi!”.