Arriva lo sgombero per Casa Pound

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Ad annunciarlo con un tweet è il vice ministro dell’economia e delle Finanze Laura Castelli “Dovete lasciare lo stabile, ho appena saputo che è stato ordinato lo sgombero da Via Napoleone III a Casapoun”. La sede dove risiede la sede di Casa Pund in pieno centro storio, un grande stabile di proprietà dello stato occupato dal movimento politico. L’immobile è occupato dal 2003 e la sindaca già un anno fa andò di persona a bussare alle porte della sede occupata a notificare il provvedimento di rimozione della scritta abusiva in marmo sulla facciata, che poi, non senza opposizioni del movimento, è stata tolta dagli stessi militanti evitando così l’intervento coatto del Comune di Roma.

Esulta anche il sindaco Virginia Raggi: “Ci lavoriamo da tanto, finalmente si ristabilisce la legalità. Finalmente qualcosa si muove sullo sgombero del palazzo occupato abusivamente da Casapound in centro a Roma. Ripristiniamo la legalità”. Sono due le lettere inviate dalla sindaca ai ministri della Difesa e a quello dell’Economia dove chiedeva lo sgombero e il ripristino della legalità delle due sedi storiche di Caspound Italia, quella in via Napoleone III nel quartiere Esquilino ed un’altra avvenuta ad Ostia in via delle Baleniere in un grande complesso edilizio. La sede dell’Esquilino è di proprietà del ministero dell’Economia occupato illegalmente da oltre 17 anni. Al ministro delle Difesa, Guerini, il sindaco “ho chiesto di ripristinare la legalità negli immobili di Ostia di proprietà dell’Aeronautica Militare”.

Da Casa Pound non sembrano facilitare la strada della legalità ,dalle affermazioni dei loro lider si capisce che la strada dello sgombero non sarà molto facile “abbiamo partecipato solo ad un incontro sulla richiesta di sgombero che si è svolto in questura con una rappresentanza di Casapound”.

Contro la sede di Casapound è in piedi una procedura di sgombero avviata lo scorso 19 luglio dal Demanio, accompagnata da una denuncia alla procura di Roma. La Corte dei Conti ha calcolato un danno erariale di 4,6 milioni per omessa disponibilità del bene e mancata riscossione dei canoni da parte del Demanio stesso e del Miur.