Coronavirus, come difenderci senza creare allarmismi? – Quarta parte

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L’importanza di avere un giusto apporto di vitamina D in gravidanza.

Per quanto riguarda sia la mamma che il bambino la scarsa quantità di vitamina D può significare avere problemi per il bambino per la  formazione degli organi ma principalmente per il cervello perché si deve ricordare che la vitamina D ha un’azione fondamentale sullo sviluppo delle fibre delle cellule nervose e sulla differenziazione cellulare. Quindi la vitamina D le aiuta a differenziarsi.

Inizialmente quando una cellula embrionale deve trasformarsi in una cellula di uno specifico organo ha bisogno della direzione (come un vigile che gli indichi la via da prendere). La vitamina D opera direzionando  le cellule attraverso l’espressione dei geni, ma non solo, ci sono anche degli studi recenti che affermano che una  carenza di questa vitamina, in bambini  nei primi anni di vita li espongono a sviluppare delle sindromi come: deficit del comportamento, di attenzione, di iperattività ecc… Quindi è una sregolazione che avviene a livello immuno-neuro-endocrino.

Le malattie che possono beneficiare di una corretta integrazione di vitamina D sono : soprattutto le malattie autoimmunitarie a livello neurologico la sclerosi multipla a livello gastroenterologico il morbo di crown e  la retto colite ulcerosa.

A livello reumatologico l’artrite reumatoide, il lupus , la spondilite anchilosante. A livello dermatologico la psoriasi oppure l’eczema atopica , ma anche la vitiligine perché è a condizione autoimmune ecc… Ribadisco quindi che la vitamina D è un potente auto-regolatore, significa che regola l’azione immunitaria interrompendo la reazione autoimmune e quindi mandando in remissione queste malattie.