La parallela di Castelverde, una gestazione che dura da settant’anni

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Una rete viaria buona ed efficiente significa rispondere a un bisogno di mobilità e può essere considerata come – il biglietto da visita – per un territorio, in quanto le strade modificano cambiamenti sociali ed economici rilevanti e realizzano un cambiamento radicale. Già nel 1950 i primi coloni di Castelverde raccontano in un libro memoria “A quei tempi non esistevano le strade. L’unica percorribile era quella che partendo da Lunghezza si collegava con la Prenestina e attraversava la zona di Ovile (villaggio Prenestino). Mancando a Castellaccio (oggi Castelverde), sorse il problema di creare una strada percorribile… con grande entusiasmo iniziammo la strada”. Sono passati 70 anni e Castelverde registra oltre 30.000 abitanti, ma l’unica strada di collegamento è quella realizzata e progettata nel 1950 da quei coloni, ossia via Massa San Giuliano. Lo sviluppo urbanistico, le oltre 90 stradine senza sbocco, che si immettono nell’asse principale rendono faticosa, congestionata, critica e poco sicura la viabilità di Castelverde. Tuttavia, sono numerose le istanze e gli incontri con le Istituzioni dove il Comitato di quartiere ha richiesto un aggiornamento sulla programmazione per il completamento viario a Castelverde. In realtà, riferisce Andrea De Carolis (responsabile Commissione Urbanistica cdq) “L’asse è già previsto nei piani urbanistici tranne per alcuni tratti, si può suddividere in più lotti: da via Roseto degli Abruzzi fino a Civitella Casanova per circa 750 metri già previsto dal PRG; il secondo prosegue da via Fano Adriano fino ai pdz Lunghezzina 1,2 per 700 ml da attuarsi in variante ai sensi art. 19 DPR327/2001. La strada parallela, ha avuto tutte le autorizzazioni e progettazioni, in conferenza dei servizi, tranne l’ultima: la delibera commissariale di approvazione della variante per alcuni tratti, che Tronca non fece entro il 31 Dicembre”. Ragionamento ripreso dal Presidente del cdq Castelverde Simone Casaccia “Il quartiere di Castelverde ha assolutamente bisogno dell’asse interquartiere. La via principale, via Massa San Giuliano, non può garantire la sicurezza dei cittadini specialmente da quando si è costruito il quartiere di Lunghezzina 1-2-3, che come unica via d’uscita ha Via Ortona dei Marsi che sbocca su Via Massa San Giuliano. Già negli anni scorsi si sono vissuti momenti di panico per la chiusura di via Ortona dei Marsi, fuga di gas e incidenti, bloccando l’unico accesso del quartiere e impedendo ai cittadini di uscire dalla loro zona. Senza contare che Lunghezzina è fortemente penalizzata da una viabilità inesistente tanto che fatica a decollare economicamente. Peraltro la parallela oltre che riqualificare un quadrante e decongestionare il flusso di traffico a Castelverde, garantirebbe la possibilità di far arrivare un mezzo pubblico presso il nuovo plesso scolastico di Via Picciano (Liceo Amaldi). È un intervento necessario imprescindibile e appare inverosimile lo stallo del progetto, considerato che il costo di realizzazione dell’opera era integralmente coperto da contributo statale di euro 8.800.000” conclude il Presidente Casaccia.
C’è da segnalare che oltre all’emergenza traffico vissuta quotidianamente da migliaia di cittadini, si hanno grandi aspettative sulla realizzazione dell’asse interquartiere, in quanto la possibilità di poter raggiungere stazioni della metro C, garantirebbe sicuramente minor flusso di automobili nel centro di Roma. In realtà diminuirebbe anche il transito di autovetture che si spostano dalla via Collatina (Lunghezza) per raggiungere sia la Prenestina che la Via Casilina, che attualmente transitano per Via Massa San Giuliano e che aggravano una situazione già critica per l’accresciuta densità abitativa, per la presenza di scuole, di servizi pubblici di attività commerciali e quindi, con alto rischio per la sicurezza dei pedoni.