Intervista alConsigliere Regionale Eugenio Patanè, parte 2: politiche per i giovani e il lavoro; Il Partito Democratico, Zingaretti e Renzi; la Regione Lazio

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Consigliere, lei è anche membro del Comitato regionale di controllo contabile che si occupa anche del bilancio della Regione. Qual è la situazione della Regione in merito di bilanci, investimenti in relazione anche ai fondi e finanziamenti europei. Come vengono utilizzati tali fondi soprattutto riguardo alle politiche e attività giovanili?

Nella scorsa consigliatura la Regione Lazio si è occupata di risanare il bilancio, che partiva da circa 22 miliardi di debito, di cui 12 sulla sanità. Sono stati estinti tutti i debiti commerciali ed è stata quindi compiuta una grande opera di risanamento, tanto che nel dicembre 2019 usciremo dal commissariamento della sanità. Questa consigliatura, invece, dovrà essere caratterizzata da investimenti e sviluppo. Uno degli strumenti che abbiamo per ragionare sugli investimenti sono i fondi europei, che si dividono in tre tipologie: FEASR (Fondo Europeo Agricolo Sviluppo Rurale), FESR (Fondi europei Sviluppo Regionale), FSE (Fondo sociale europeo). In totale abbiamo fondi per 2,8 miliardi, per il periodo 2014-2020, ed è stata definita una pianificazione per erogarli a comuni, associazioni e vari enti pubblici seguendo 45 azioni cardine. Tra queste è chiaro che ci sono azioni mirate a politiche giovanili, politiche di formazione e politiche sul lavoro, sulla cultura e sull’innovazione. C’è inoltre un assessorato ad hoc sulle politiche giovanili, che ha già messo in campo diversi bandi durante la scorsa consigliatura come ad esempio “Riesco”, “Torno subito” e“Io leggo”.

Dopo la “batosta” elettorale presa alle ultime elezioni politiche dal Partito Democratico si è salvata soltanto la figura di Zingaretti e la sua candidatura alla Regione Lazio. Quali pensa siano state le cause di questo tracollo e quali possono essere le soluzioni per recuperare consenso elettorale per il Partito? È Zingaretti il candidato giusto? Quanto influisce ancora la figura di Renzi all’interno del Partito in termini di consenso popolare?

Le cause sono molteplici, a cominciare dall’eccessiva personalizzazione delle scelte compiute nel corso degli anni. Non credo che le sconfitte dipendano dalle politiche messe in campo, che giudico corrette, ad esempio sui diritti, sul lavoro e sull’economia,che sotto i governi Renzi e Gentiloni ha dato diversi segnali di risveglio.

Per risalire la china è doveroso recuperare il senso di comunità del Partito democratico, tornare a considerare il Pd come un contenitore che non può essere autosufficiente, ma che deve saper creare delle relazioni nella società e con altre forze politiche, sociali, associative.

Zingaretti

Nicola Zingaretti è una risorsa e una delle personalità più preziose che abbiamo nel partito. Reputo dunque  importante il fatto che abbia deciso, con grande generosità, di mettere a disposizione del Pd la sua esperienza politica e amministrativa.

Renzi

La figura di Renzi influisce nel partito, inevitabilmente, nella misura in cui è un grande leader, che per due volte è stato eletto Segretario del Pd avendo la possibilità di costruire un partito modellato sulla sua personalità e sulle sue idee.

Su quali temi si è concentrata la sua attività in questi primi mesi di consigliatura?

Innanzitutto parlerei del grande lavoro fatto durante la discussione sul cosiddetto Collegato al Bilancio. Sono stati diversi, e tutti di grande importanza, gli emendamenti da me presentanti e approvati dal Consiglio su tematiche riguardanti in particolar modo l’ambiente, che è da sempre la bussola della nostra azione politica e amministrativa. In quest’ottica, l’accorpamento della Riserva del Soratte col Parco del Tevere-Farfa garantisce un’unica e più efficiente gestione ambientale a quel territorio. Con un altro provvedimentoabbiamo ampliato lo stesso parco Tevere-Farfa e quello dell’Appia Antica. Dopo 30 anni di attesa finalmente il Farfa, che è l’unico fiume di acqua potabile alle porte di Roma, potrà godere di un adeguato livello di protezione delle acque, senza che ciò interferisca in alcun modo con le attività agricole, produttive e venatorie. Sempre in tema di parchi, a luglio l’Aula ha approvato il nuovo piano di assetto dell’Appia, il primo fondamentale passaggio per realizzare quel ‘sublime spazio pubblico’, così l’ha definito Benevolo, che da piazza Venezia comprende i Fori, il Colosseo, il Palatino, il Circo Massimo e di lì si spinge verso l’Appia Antica, fino ad arrivare ai piedi dei Castelli Romani. Quel piano oggi ha la possibilità di rivivere in un vero e proprio Progetto per Roma che faccia perno sulla propria bellezza, sulla propria cultura millenaria, sulla propria identità e che offra al mondo un senso nuovo della Città Eterna.

Tornando agli emendamenti al collegato, importante è quello sulla multifunzionalità e la diversificazione agricola, attraverso le quali le aziende della nostra regione possono unire l’agricoltura post-moderna con le nuove richieste della collettività, aggiungendo alla produzione un ampio numero di servizi. Siamo intervenuti, inoltre, sull’emergenza-cinghiali, introducendo il cosiddetto selecontrollo, ossia la selezione, il controllo, la cattura e l’abbattimento dei capi di fauna selvatica in sovrannumero. Un provvedimento reso necessario dagli enormi danni da fauna selvatica che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di molte aziende agricole e stanno generando gravi non pochi rischi per l’incolumità a tanti cittadini, come vediamo ormai quotidianamente a Roma. Infine, in tema di diritto alla Casa,abbiamo varato misure attese da anni dagli inquilini Ater: finalmente diamo certezze riguardo al diritto di prelazione, il cui prezzo viene dimezzato, e consentiamo alle famiglie di fare pagamenti dilazionati, fino a trenta anni. Viene inoltre eliminata la discrezionalità nella definizione del prezzo, introducendo l’obbligo di partire da una base minima Omi (Osservatorio mercato immobiliare) per rendere accessibile l’acquisto anche a coloro che hanno meno possibilità.