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Home Salute

LA DEPRESSIONE POST-PARTUM ED I SUOI QUADRI CLINICI

di Gianluca Miserendino
28 Settembre 2018
in Salute
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LA DEPRESSIONE POST-PARTUM ED I SUOI QUADRI CLINICI

La nascita di un bambino è identificata come il periodo più bello ed importante nella vita di una donna. Ma è sempre così? In realtà non tutti sanno che il parto può provocare uno stato di sofferenza psicologica profonda nella neo mamma che sperimenta sentimenti ambivalenti nei confronti di sé stessa e di suo figlio fino a sfociare in quella che viene definita Depressione post-partum.
Per Depressione post-partum (Dpp)si intende un disturbo depressivo non psicotico che si presenta nel periodo post natale che ha una durata minima di una settimana e determina la compromissione del funzionamento generale della neo mamma. I sintomi manifestati sono diversi e distinguono diversi quadri clinici.
Esiste quella che viene definita Maternity Bluesovvero un lieve e transitorio disturbo emozionale che comprende sintomi come ansia, stanchezza, tristezza e tendenza al pianto, confusione mentale, ipersensibilità. Essa è provocata dagli squilibri ormonali e dai grandi cambiamenti psicologici del post-partum, non richiede cure particolari ed in genere ha una remissione spontanea. La Maternity Blues è il disturbo psicologico ad incidenza più alta nel post-partum, è quindi molto frequente e tende a scomparire velocemente, maggiore è il supporto emotivo su cui la donna può far affidamento.
Se invece i sintomi non passano e tendono ad essere estremamente pervasivi allora ci troviamo di fronte alla vera e propria Depressione post-partum, tra i sintomi ricordiamo umore depresso e tristezza persistenti, pianto immotivato ed autosvalutazione, disinteresse ed affaticamento, disturbi del sonno, dell’appetito, della memoria, senso di solitudine e disperazione, pensieri legati alla morte ed al suicidio.
Nei casi più gravi la Dpp sfocia nella Psicosi Puerperale, un disturbo psicotico che rappresenta una minaccia per la vita di madre e bambino. Tra le cause di questo disturbo troviamo i cambiamenti ormonali e fattori genetici. Aver sofferto in precedenza di un disturbo psichiatrico può anch’esso essere un segno predittivo così come aver affrontato un cesareo o complicanze ostetriche. Le neo mamme affette da psicosi tendono a rifiutare emotivamente il bambino, ad avere sentimenti ambivalenti nei confronti di questo fino ad arrivare all’infanticidio.
Un ulteriore disturbo che si presenta nel post-partum è il Disturbo Post Traumatico da Stress Postnataledovuto ad un parto traumatico e comprende sintomi come insonnia, riattualizzazione del parto attraverso pensieri e incubi persistenti, difficoltà a concentrarsi; se non curato può sfociare in Depressione.

Prevenire la Depressione post-partum non è affatto facile per diversi motivi primo tra tutti la difficile individuazione dei fattori di rischio. La maggior parte delle strategie predittive comprendono il coinvolgimento delle donne in gravidanza in programmi di educazione al fine di fornire informazioni sulla Dpp e di individuare le donne maggiormente a rischio. Questo rende possibile stabilire un programma di monitoraggio nel post-partum attraverso visite domiciliari ed incontri tra puerpere.
Nei casi più gravi è prevista una terapia farmacologica, un tipo di intervento piuttosto delicato in gravidanza ed allattamento. Per questo si tende a prediligere azioni di tipo preventivo informativo e interventi basati su una relazione empatica.
In ogni caso l’azione più efficace è quella di sensibilizzare le donne in gravidanza ed i futuri papà nei confronti della Depressione post-partum al fine di renderli consapevoli e di informarli su eventuali sintomi e stati emotivi a cui prestare attenzione ed eventualmente chiedere aiuto.

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Gianluca Miserendino

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