La sede del Partito Democratico di Tor Bella Monaca intitolata alla memoria di Alan Kurdì

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Alan Kurdì era un bambino siriano di 3 anni trovato morto in seguito all’annegamento avvenuto in mare, nel tentativo di raggiungere a bordo di un gommone le costi Europee insieme alla sua famiglia. La morte di Alan nel 2015 immortalata dall’iconica e straziante fotografia – che scegliamo di non riproporre in questo contesto anche se facilmente rintracciabile sul web –  di una giornalista turca, fece il giro del mondo scatenando un vero e proprio caso mediatico, politico e sociale a livello internazionale e che accese i riflettori sulla questione dei migranti in particolare sul trattamento dei rifugiati politici da parte delle nazioni e dei governi.

Così, nel giorno del terzo anniversario della sua morte, il 2 settembre, il Partito Democratico di Tor Bella Monaca ha deciso di intitolare la propria sede in Via dell’Archeologia ad Alan Kurdì.

Presenti diversi esponenti del Partito nel pomeriggio di domenica presso la sede Alan Kurdì, tra cui Matteo Orfini, il segretario romano Andrea Casu, il segretario municipale Fabrizio Compagnone e tanti giovani militanti emergenti.

“Si è voluto dare un forte messaggio politico” afferma Andrea Casu con questa decisione di intitolare la sede in memoria del bambino siriano. Un messaggio che vuole avere la forza di contrastare le forme di odio e di intolleranza che sempre più stanno prendendo piede nel nostro Paese in seguito alla direzione che i nostri governanti, Salvini su tutti, hanno deciso di dare nei confronti dell’emergenza dei migranti. Un messaggio che vuole sensibilizzare e affermare che ci sono persone che la pensano diversamente rispetto al modus operandi del Ministro degli Interni, “responsabile di contribuire ad alimentare la cultura dello scontro tra gli ultimi e i penultimi” afferma Nella Converti, giovane del Partito. Durante l’inaugurazione della sede si è parlato anche di ripartire dai fondamentali concetti di cultura, di umanità e di dialogo. Non è mancata anche dell’autocritica interna, in conclusione della serata, per cercare di capire dove si sta sbagliando e come porre delle soluzioni. Per questo da settembre, al fine di sostenere politiche di inclusione e accoglienza, la sede ospiterà dei corsi gratuiti tra cui delle lezioni di interscambio linguistico.