Primo incontro ufficiale tra Matteo Salvini e Virginia Raggi: affrontati temi della sicurezza, campi rom, roghi tossici, beni confiscati alla mafia e ripristino della legalità

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Mercoledì 25 luglio l’attuale Ministro dell’Interno, Matteo Salvini e la Sindaca di Roma Virginia Raggi si sono incontrati per discutere sulle problematiche che in questo momento versano nella Capitale. Si è affrontato il tema della sicurezza, nella Polizia Locale mancano 3 mila unità, l’organico presente non riesce a servire adeguatamente tutto il Comune. Matteo Salvini ha dato la sua totale disposizione per rafforzare il personale offrendo alla Sindaca il sostegno della Polizia di Stato. Un altro argomento trattato sono stati i campi rom. La Pentastellata ha illustrato la “terza via” ossia fermezza e allo stesso tempo accoglienza. Su questo argomento le due forze politiche hanno trovato una valida intesa che ha siglato un ottimo avvio di una collaborazione proficua nell’interesse di Roma,  dei romani e del Paese. Inoltre il Comune di Roma dispone di 250 beni confiscati alla mafia da mettere a disposizione di cittadini e associazioni. Attraverso bandi di gara e nel pieno controllo che tutto venga svolto correttamente, si decideranno quanto prima le destinazioni d’uso.

Il Ministro dell’Interno ha garantito tutto il supporto da parte della Polizia di Stato per portare avanti le operazioni indispensabili per il ripristino della legalità con sgombri e blocchi di tutto quello che avviene fuori dalla legge. Matteo Salvini ha precisato che in Italia sono presenti 150 mila persone di etnia rom, il problema riguarda circa 30 mila persone che si ostinano a vivere nei campi probabilmente condizionati da chi ci guadagna a vivere ai confini della legalità o al di fuori della giurisdizione. Su questa “sacca minoritaria di resistenza parassitaria” così bruscamente definita dal leghista, il Ministero dell’Interno supporterà le attività dei sindaci. Matteo Salvini ha ribadito l’importanza di attuare un censimento della popolazione rom,  che non si tratta di un riconoscimento etnico ma soggettivo di chi vive negli alloggiamenti. La domanda che il vicepresidente del Consiglio ha rivolto a chi nelle settimane scorse lo ha criticato è stata: “Come si fa ad aiutare qualcuno se non si sa chi è, come si chiama, di che nazionalità è, quanti figli ha, cosa fa nella vita?”. La Sindaca Raggi è intervenuta dicendo che questo tipo di mappatura già  è stata fatta nei campi rom riconosciuti dal Comune, proprio per riuscire a capire come aiutare al meglio e riuscire a supportare queste persone in un percorso di rinserimento sociale.

Matteo Salvini chiede il ripristino della legalità, che non ha nulla a che fare con il bruciare elementi tossici che avvelenano i cittadini. I roghi vengono attivati spesso in prossimità degli accampamenti nomadi. L’atto di liberare nell’aria veleni mortali  non è previsto dalla legge (ovviamente), chi vive nei campi rom deve viverci nella legalità e nel rispetto delle  norme, i bambini devono andare a scuola, le automobili vanno assicurate, bisogna lavorare e compilare la dichiarazione dei redditi. La Sindaca ha sottolineato che diritti e doveri inseriti in un percorso di legalità non devono essere elementi di discriminazione.  Matteo Salvini ha avvalorato il suo punto di vista facendo notare che a monte del problema “campi rom” ce ne sono altri come la difficoltà di ripristinare l’ordine pubblico, la carenza di personale, la lotta al commercio abusivo, la contraffazione, la droga, il terrorismo. Da questo momento il Ministro dell’Interno e la Sindaca di Roma cominciano un percorso di collaborazione che senza bacchetta magica è orientato a migliorare la qualità della vita dei cittadini romani.