Borghesiana, Largo Monreale: 3 giorni di festa in onore di S. Giovanni Maria Vianney , patrono della parrocchia. Don Marco: “importante creare momenti di aggregazione e combattere l’incertezza per il futuro”

0
954

11 – 12 – 13 Maggio, 3 giorni di festeggiamenti per la ricorrenza di S. Giovanni Maria Vianney, patrono della parrocchia di Borghesiana in via Lentini. Tantissime persone, tra cui numerosi ragazzi, si sono ritrovate nella piazza di Largo Monreale  in occasione della manifestazione organizzata dalla parrocchia guidata da Don Marco. 3 giorni in cui si sono uniti rituali religiosi, come la Santa Messa e la Processione, a manifestazioni ludiche e artistiche. Ecco allora che si è giocato alla caccia al tesoro, si è assistito a rappresentazioni teatrali e musicali (un coro gospel, gruppi di ballo) e infine c’è stato spazio anche per i bambini, ai quali si sono uniti tanti adulti, che si sono divertiti nel cantare le canzoni dei cartoni animati. Non sono mancati ottimi stand enogastronomici (come dolci e spaghettata per tutti domenica sera), intrattenimenti culturali, stand di artigianato e laboratori musicali come quello di chitarra.

“La festa è andata molto bene” ci dice Don Marco, “c’erano tantissime persone, tanti ragazzi e per me è stato un piacere poter assistere alla loro voglia di stare insieme e alla gioia di tanta gente per essersi rincontrata  dopo tanto tempo”. Borghesiana è un quartiere fortunato – continua il parroco – ha la sua Chiesa nella piazza principale e questo permette di accrescere l’aggregazione tra le persone”. Oggigiorno tra i mali della nostra società c’è la solitudine – afferma ancora Don Marco – dunque creare aggregazione e momenti di condivisione tra le persone è importante. Voglio ringraziare di cuore tutti e in particolare quei parrocchiani che hanno investito tempo, energie ed intelligenza e grazie ai quali è stato possibile realizzare questa festa – dice Don Marco. Sono 7 anni che sto in questo quartiere di Borghesiana – ci racconta – e sono cresciuto a Casal Bruciato, un quartiere che trovo affine; tra le criticità che si respirano in questi quartieri periferici penso alla solitudine, al non essere ascoltati dalle istituzioni e soprattutto alla paura data dall’incertezza per il futuro; penso soprattutto ai giovani – conclude Don Marco – che vanno inclusi nella società: a loro per esempio abbiamo affidato la pesca di beneficenza per la festa e sono stati bravissimi.