Sei Nazioni di rugby: per Roma e il Lazio un impatto da oltre 37 milioni di euro

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Il Sei Nazioni è prossimo a festeggiare le nozze d’argento con Roma, dove approdò per la prima volta, allo Stadio Flaminio, il 5 febbraio del 2000 con lo storico successo degli Azzurri sulla Scozia, allora campione in carica. Una vittoria sul campo che pose le fondamenta per lo sviluppo del Torneo come evento sportivo di riferimento per l’inverno romano, evolvendo gradualmente – e poi con sempre crescente consistenza dal 2012 ad oggi, con il trasferimento dallo Stadio Flaminio allo Stadio Olimpico – sino a divenire un momento di celebrazione del Gioco e dei suoi valori tra i più colorati, affascinanti e coinvolgenti di un Torneo che, nelle sue prime incarnazioni, affonda le sue radici nell’ultimo ventennio del diciannovesimo secolo. Anno dopo anno, le partite interne dell’Italia Maschile nella Capitale hanno trasceso gli ottanta minuti di combattimento sul campo, trasformandosi progressivamente in un appuntamento di massa, la trasferta più amata e apprezzata dai tifosi, in particolare quelli d’oltremanica, capace non solo di generare profitti funzionali allo sviluppo del movimento rugbistico italiano ma di garantire un solido impatto economico per gli stakeholders primari di FIR, le istituzioni nazionali e gli sponsor.

La Federazione Italiana Rugby ha voluto celebrare idealmente le venticinque partecipazioni al Sei Nazioni presentando insieme al Ministero del Turismo, a Regione Lazio e Roma Capitale il Bilancio d’Impatto sviluppato dall’organo di governo del rugby italiano con la consulenza di Italiacamp, facendo emergere per la prima volta il valore condiviso e intangibile derivante dall’identificazione e valutazione degli effetti economici e sociale tutte le categorie di portatori d’interesse coinvolti, dal territorio alle scuole, dai volontari ai tifosi. L’analisi, presentata presso la sede di Regione Lazio dal Presidente federale Marzio Innocenti insieme al Ministro del Turismo Daniela Santanchè, al Presidente di Regione Lazio Francesco Rocca, all’Assessore ai Grandi Eventi, Sport Turismo e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato e all’AD di Italiacamp Fabrizio Sammarco – con la collaborazione di Punto 3 relativamente alla certificazione di sostenibilità dell’evento – ha riguardato i dati rilevati nel corso del Torneo 2023, con tre partite interne disputate ed il loro impatto economico, di engagement, ambientale e sociale. Le principali risultanze dell’analisi hanno restituito un valore del turismo sportivo generato dall’evento Sei Nazioni pari a 37.2 milioni di euro per il tessuto economico locale, derivante dalle spese sostenute per accoglienza, ristorazione e trasporti dagli oltre 110.000 tifosi provenienti da tutta Italia e dall’estero per l’evento, 5.2 milioni di euro di impatto per l’economia nazionale, oltre 600.000 euro di gettito fiscale per Roma Capitale e 1.4 milioni di euro di IVA generata per lo Stato.

Più in generale, in base alle misurazioni effettuate da Italiacamp, ogni euro investito nel Torneo genera un ricavo lievemente superiore al 100% per ogni singolo sistema di riferimento (1 euro=2.01). Il Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village, teatro delle attività di intrattenimento pre e post gara, si conferma un asset amato dal pubblico e un’opportunità di business per i partner FIR, con oltre 1.2 milioni di euro di spesa ripartita tra food&beverage e merchandising, ed oltre 100.000 ore complessivamente spese all’interno del Parco del Foro Italico dal 120.500 fans che hanno visitato il Villaggio, a fronte dei 148.756 che hanno assistito alle tre gare interne 2023. La Federazione, in sinergia con il proprio partner organizzativo Sport&Salute, ha garantito nella gestione dell’evento una crescente attenzione alle nuove istanze del proprio pubblico e della società in generale, sia sul fronte della coesione sociale – oltre il 90% dei tifosi hanno condiviso la partecipazione con amici e familiari – che dell’impatto ambientale, confermando un trend operativo di gestione responsabile dell’evento avviato già dalle prime edizioni allo Stadio Olimpico e via via consolidato da FIR attraverso l’adozione di scelte virtuose concrete che hanno portato a risparmiare oltre 6000 tonnellate di CO2, per un valore economico stimato in circa 999.999 euro, confermando anche per il 2023, unica tra le Union del Sei Nazioni, la certificazione ISO20121 di evento sostenibile.