EPISODIO 1: Uno sguardo verso il cielo

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Max

Apro gli occhi. Passano alcuni secondi prima di realizzare che sono sotto le coperte. Per fortuna oggi è domenica e posso riposarmi. Mi accorgo che faccio fatica a respirare. Ho fatto un sogno strano durante la notte. Provavo un senso di angoscia e volevo scappare da qualcosa. Una nube nera si mostrava all’orizzonte e si avvicinava velocemente. Sentivo urla e gemiti scaturire da quella massa informe. I lamenti mi gelavano il sangue e mi facevano paura. Non so quale sia il significato e non voglio indagare ulteriormente. Angoscia. Un’emozione ricorrente nella mia vita.

Decido di alzarmi dal letto. Sento il picchiettio della pioggia sulla finestra. È iniziato da poco l’autunno e gli alberi del quartiere stanno perdendo le foglie. I rami nudi sembrano bucare il cielo. È una di quelle giornate che piacciono a me. Mi aiutano a rilassarmi e riflettere sui problemi della mia vita. Non so quanto sia salutare continuare a riflettere senza giungere mai ad una conclusione. Alicia dice sempre che devo farmi meno trip mentali. Forse ha ragione. D’altronde non riesco ad essere felice.

Mentre mi vesto mi assale il solito senso di inquietudine. Non riesco a fare a meno di pensare a quanto la mia vita faccia schifo. Un lavoro che non mi stimola e che faccio senza passione. Un’emotività che non riesco a gestire, sempre alla ricerca di sicurezze all’esterno. Non ho più speranza, anche se ho solo trent’anni. È veramente questo il significato della mia vita? A volte mi guardo ore allo specchio per cercare di trovare un senso alla mia esistenza e finisco sempre col cadere a letto senza energia. Un vuoto interiore mi trascina dentro la mia oscurità, che diventa quasi piacevole.

Oggi esco per vedere Alicia. La mia migliore amica, la persona che stimo di più al mondo, l’unica che comprende il mio stato d’animo. Mi piace il suo entusiasmo. È piena di energia e passione per qualunque attività svolge. Mi mette allegria ed in genere mi tira fuori da questo perenne tormento.

Decidiamo di vederci nel pomeriggio per prendere un aperitivo al centro commerciale vicino casa. Quando arrivo, la vedo correre verso di me e mi regala un lungo abbraccio. Mi sento sempre a disagio quando ricevo queste manifestazioni di affetto ma, anche se non lo ammetto, mi scaldano il cuore.

“Ciao Max! Sono proprio contenta di vederti”.

“Per me è lo stesso”.

Rispondo con poco entusiasmo e lei chiaramente se ne accorge.

“Dalla risposta non sembra”.

Mi risponde con vena ironica. Mi prende in giro ed io lo accetto. Non se la prende perché ormai mi conosce. Sa che le voglio bene e che mi piace passare del tempo con lei, a prescindere dal mio stato d’animo.

Ci sediamo ed ordiniamo entrambi il nostro cocktail preferito. Alicia è un fiume in piena e tiene a galla i discorsi passando da un argomento all’altro. Con lei è come essere al teatro. Io di natura parlo poco, lei mi completa. Ci siamo conosciuti al liceo e da lì non ci siamo più separati. Parliamo dei tempi andati, della scelta della facoltà universitaria e del lavoro che facciamo insieme. Io sono un ingegnere, lei una biologa. È affascinata da ogni forma di vita. Il percorso di studi è lo specchio della sua personalità.

Alicia è una ragazza molto bella. Capelli rossi, mossi che cadono con dolcezza sulle spalle. Occhi verdi e penetranti. Il suo sorriso costante non fa altro che aumentarne la bellezza. Tuttavia non ho mai provato attrazione nei suoi confronti. È ambita da molti ragazzi, per lo più egoisti, superficiali e ‘maiali’ come li definisce lei. È l’unico aspetto della sua vita che vorrebbe cambiare. È intelligente ed indipendente. Conoscendo il livello medio di noi maschietti, non faccio fatica a credere che non riesca a trovare una persona con cui stare.

Esaurisce i discorsi e mi fa l’unica domanda a cui non voglio rispondere.

“Come stai?”

“Nella merda, come al solito. Non so che fare per uscire fuori dai miei schemi mentali e tornare a provare un po’ di entusiasmo”.

Mi aspetto la solita morale. Di solito cerca di smontarmi e dirmi cosa devo fare. Invece stavolta è tranquilla, quasi saggia.

“Riparti da quello che ti piace fare nella vita e cerca di goderti questi momenti”.

Già, cosa mi piace fare nella vita? Quando ci rifletto mi viene in mente poco e niente. Sicuramente passare del tempo con lei è una delle cose che amo, ma anche guardare le stelle. Non lo faccio più da molto tempo ma è l’unica cosa che riesce a spegnermi la testa. La ringrazio per il consiglio e ci salutiamo. Fuori è buio, è smesso di piovere e decido dopo tanto tempo di andarmi a sdraiare sul promontorio fuori città.

Quando arrivo, guardo dall’alto il luogo in cui vivo. Il piccolo paese riposa nella vallata. È ordinato e silenzioso. Sembra non subire l’effetto dello scorrere del tempo. La foresta che lo circonda lo protegge dal mondo esterno.

Le luci delle case cominciano pian piano a spegnersi e le stelle iniziano a popolare il cielo. Mi sdraio e cerco di sentire cosa provo. Ora ricordo la sensazione di pace che colma il mio vuoto. Lì non ci sono problemi. Lo spazio, gli astri, non sono indaffarati come noi, che ci roviniamo la vita a rincorrere mete per sperimentare una felicità effimera. A squilibrare e distruggere un pianeta che merita pace e tranquillità. Il conflitto interiore dell’umanità non può che ripercuotersi e rendere conflittuale l’ambiente. Non c’è più armonia. Cosa possiamo fare? La natura semplicemente vive. Ho sempre avuto una grande sensibilità per la natura. Mi dispiace per il nostro comportamento egoista e stupido. La stiamo distruggendo. Manchiamo di rispetto e mi prendo la colpa per la nostra inadeguatezza. Sento un nodo alla gola e mi viene da piangere. Gli occhi iniziano a bruciarmi ed il colore delle stelle si disperde.

Mentre le lacrime mi scendono sulle guance, ritorno a pensare al fatto che non possiamo essere soli nell’universo. Ho sempre desiderato poter conoscere una specie aliena, più sviluppata di noi, in grado di darci una mano, di fornire delle risposte a cui noi non possiamo arrivare. Mentre lo penso, una stella cadente attraversa la volta celeste. Strano che corrisponda esattamente al momento in cui ho espresso il desiderio. Di solito non credo a queste cose, sono scettico, ma è divertente sperare che a breve il mio sogno possa avverarsi. Mi viene da ridere e le energie mi abbandonano. È tardi ed oggi è stata una giornata emotivamente impegnativa. Sono contento però di questi ultimi istanti passati in serenità con me stesso. Chiudo gli occhi.

 

Inedito a cura di Matteo Galeotti