Gio Evan (Giovanni Giancaspro) è un artista eclettico. È poeta, performer, comico, artista di strada e musicista. Ha vissuto con gli sciamani, viaggiato in bicicletta per otto anni, digiunato per trenta giorni, camminato per oltre 3000 km e pedalato oltre 9000. Dopo tutte queste esperienze, decide di tornare in Italia per dedicarsi all’arte. Dal 2008 inizia a pubblicare libri, tra cui Capita a volte che ti penso sempre (Fabbri editori 2017), che diviene un grande successo. Nel campo della musica fonda il progetto “Le scarpe del vento”, con cui si esibisce in concerti per tutta Italia, presentando suoi brani inediti. Nel 2018 pubblica l’album Biglietto di solo ritorno e scrive la raccolta di poesie Ormai tra noi tutto è finito (Fabbri Editore, 2018). Altri suoi libri sono: Cento cuori dentro (Fabbri 2019), Se c’è un posto bello sei te (Fabbri 2020), Ci siamo fatti mare (Rizzoli 2021), Il piccolo libro delle grandi domande (Rizzoli 2023), Le chiamava persone medicina (Rizzoli, 2025), “La gioia è un duro lavoro”, edito da Feltrinelli, è il suo ultimo romanzo. Una storia intima, sospesa tra realtà e sogno, che racconta come anche una sola mattina possa bastare per riprendersi tutto l’amore mancato. Una mattina in cui, come un’assenza vivissima, la propria madre aiuta a ricordare se stessi. Dalle tradizioni sciamaniche impariamo che un’anima può prendere in prestito qualsiasi forma della natura – un merlo, una pianta, il vento – anche solo per un istante, giusto il tempo di un saluto di passaggio. Nel mezzo di una passeggiata nel giardino di casa, all’alba dei suoi trent’anni, un ragazzo percepisce la presenza della madre. È l’occasione per sentirsi, ancora una volta, figlio. Nasce così un dialogo mai esistito prima, un’intimità rimandata dalla vita e interrotta dalla morte. Parole mai dette, domande rimaste sospese, affetti sfiorati e non vissuti, insegnamenti ancestrali e viaggi che li avevano separati. Ora tutto torna alla luce, con lentezza e verità. Il monologo interiore del ragazzo si trasforma, pagina dopo pagina, in un dialogo silenzioso, ma colmo di senso. Lui parla, lei risponde nel modo in cui solo un’anima può farlo: attraverso il paesaggio. Lo spirito della madre lo guida in un’indagine di ricapitolazione sull’infanzia, sull’amore, sulla perdita, sulle ambizioni e sulla possibilità di guarire il passato. Sempre scortato dalla sua prosa poetica, in questo libro Gio Evan si confronta con la scomparsa della madre, cercando un senso alla sua assenza e intrecciando il dolore all’educazione spirituale ricevuta dal suo maestro.
