Fuori dal tunnel

20620

“L’Italia rinasce” è lo slogan usato per la campagna di vaccinazione anti-covid, è una giornata importante perché si traccia un solco con il brutto periodo attraversato, il lockdown sembra solo un ricordo. Molti cittadini sperano che la vaccinazione sia una rinascita per tutto il paese. Le grandi città hanno pagato un grave scotto con l’arrivo della pandemia, le categorie turistiche sono al collasso come tutte le piccole aziende familiari che avevano ricavi da uffici e dal movimento delle vie commerciali. L’inizio della fine avviene nelle strutture sanitarie, seguiranno poi le forze dell’ordine e le persone più fragili.
Il Vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 ha varie caratteristiche e sarà effettuato con due iniezioni intramuscolare.

Il vaccino agisce iniettando il virus SARS-CoV-2 infettando le persone utilizzando una proteina di superficie, denominata Spike, che agisce come una chiave permettendo l’accesso dei virus nelle cellule, in cui poi si possono riprodurre. Tutti i vaccini attualmente in studio sono stati messi a punto per indurre una risposta che blocca la proteina Spike e quindi impedisce l’infezione delle cellule. Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è fatto con molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA) che contengono le istruzioni perché le cellule della persona che si è vaccinata sintetizzino le proteine Spike. Nel vaccino le molecole di mRNA sono inserite in una microscopica vescicola lipidica che permette l’ingresso del mRNA nelle cellule. Una volta iniettato, l’mRNA viene assorbito nel citoplasma delle cellule e avvia la sintesi delle proteine Spike.

Le proteine prodotte stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. In chi si è vaccinato e viene esposto al contagio virale, gli anticorpi così prodotti bloccano le proteine Spike e ne impediscono l’ingresso nelle cellule. La vaccinazione, inoltre, attiva anche le cellule T che preparano il sistema immunitario a rispondere a ulteriori esposizioni a SARS-CoV-2

Il vaccino, quindi, non introduce nelle cellule di chi si vaccina il virus vero e proprio, ma solo l’informazione genetica che serve alla cellula per costruire copie della proteina Spike. Se, in un momento successivo, la persona vaccinata dovesse entrare nuovamente in contatto con il SARS- CoV-2, il suo sistema immunitario riconoscerà il virus e sarà pronto a combatterlo. L’mRNA del vaccino non resta nell’organismo ma si degrada poco dopo la vaccinazione.  Gli italiani incrociano le dita e sperano di vedere la luce all’uscita dal tunnel.