Chiara Gamberale conferma il suo talento nel raccontare i nostri punti di luce, di buio e le nostre relazioni, regalando al lettore un romanzo, Liberi tutti. Con cartolina illustrata in omaggio, edito da Feltrinelli, vivo e originale. Ha la tensione di un thriller, mettendo al centro, con dolce prepotenza, l’infanzia. Quella di chi sarebbe ancora in tempo per non “trasformarsi in una persona a forma di una ferita” e quella di chi, da adulto, che ne sia consapevole o meno, continua a farci i conti. L’infanzia dei bambini-piccoli e dei bambini-grandi, come non a caso la maestra Titti chiama gli adulti. In una prima elementare come tante, di una scuola di Roma come tante, è successo “qualcosa di enorme” che coinvolge cinque famiglie. A raccontarlo è Titti, la maestra della classe che conosce bene i suoi alunni e anche i loro genitori, che con lei si confrontano e si confidano. Al centro dello scandalo ci sono Toni e Rachele, genitori di Miryam, spaventata da tutto: lui è un ex musicista che si è licenziato e messo a disposizione dei figli per consentire a lei di dedicarsi alla sua sfavillante carriera. Ecco Ludo e Nick, i Tuttobeeene, che dell’apparenza hanno fatto la loro sostanza, genitori di Dodò e Benny, Il Cattivo e La Buona. Adele, mamma single dell’inafferrabile Frida, inquieta conduttrice di un programma sulla crisi del maschio eterosessuale. Dando e Viviana che vantano un’unione solida e romantica da cui è nato il bugiardissimo Achille. Irene e Salvatore che, mentre crescono Teo, il primo della classe, lottano dentro di loro con il più innominabile dei dolori. Cosa è successo, di preciso? Chi è il responsabile? Chi la vittima? Un genitore? Più genitori? Un bambino, tutti i bambini? In un crescendo indiavolato di tensione, le risposte arriveranno solo con le pagine finali che disarmano da ogni certezza, sui protagonisti e su di noi. Chiara Gamberale è nata a Roma, dove vive. Partita come giovanissima speaker radiofonica, ha collaborato con «Il Giornale» e nel 1996 ha vinto il Premio di giovane critica Grinzane Cavour, promosso da «La Repubblica». Ha esordito nel 1999 con Una vita sottile (Marsilio, premio Opera prima Orient-Express, Un libro per l’estate e Librai di Padova), seguito da Color Lucciola (Marsilio 2001), Arrivano i pagliacci (Bompiani 2002), La zona cieca (Bompiani 2008, premio selezione Campiello), Le luci nelle case degli altri (Mondadori 2010), L’amore, quando c’era (Mondadori 2012), Quattro etti d’amore, grazie (Mondadori 2013), Per dieci minuti (Feltrinelli 2013). Altre opere sono: Avrò cura di te (Longanesi 2014) scritto con Massimo Gramellini, Adesso (Feltrinelli 2016), Qualcosa (Longanesi 2017), L’isola dell’abbandono (Feltrinelli 2019), Come il mare in un bicchiere (Feltrinelli 2020) e Il grembo paterno (Feltrinelli 2021), Dimmi di te (Einaudi, 2024). Gamberale è anche autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici come Quarto piano scala a destra su Rai Tre e Io, Chiara e L’Oscuro su Radio Due. Ha condotto anche il contenitore culturale Duende per l’emittente televisiva lombarda Seimilano. Collabora con «La Stampa» e «Vanity Fair» e ha un blog sul sito di «Io Donna» e del «Corriere della Sera». Ha diretto a Roma il laboratorio di scrittura creativa “Il calamaio”. I suoi romanzi sono tradotti in quattordici Paesi e sono stati a lungo in vetta alle classifiche in Spagna e America latina. Nel 2021 le viene assegnato il Premio Fonteverde “come riconoscimento per il suo valore personale, la cui vita e storia racconta di traguardi raggiunti attraverso dedizione, determinazione, forza di volontà, amore per sé stessi e per gli altri”.
