Da un fiore delicato e inebriante alla lotta per i propri diritti. E’ quanto racconta La lunga estate dei gelsomini il romanzo d’esordio di Licia Tumminello, edito da Nord. Ăˆ una delle novitĂ di questa stagione e si ispira a una pagina dimenticata della nostra Storia. Viene presentato come un romanzo polifonico che, mentre traccia un ritratto intimo della sua protagonista, dĂ voce a tutte le donne che hanno lottato, ieri e sempre, per la propria dignitĂ e la propria libertĂ . Siamo a Milazzo, nell’estate del 1945. Tutto ruota intorno a quelle piccole corolle bianche che, come stelle, punteggiano a migliaia la campagna. Quei fiori notturni, delicati e inebrianti, diventeranno pregiati profumi francesi, ma non saranno le gelsominaie a godere di quel lusso. Le loro mani veloci, di donne e di bambine, frugano nel buio, chine a raccoglierli da mezzanotte all’alba, da giugno a ottobre senza un giorno di riposo. Per loro ci sono solo fango, fatica e un salario da fame. Grazia è bracciante da quando aveva undici anni. Ora ne ha ventitrĂ© ed è caposquadra, un punto di riferimento per le compagne. Da ragazzina sognava di diventare maestra, ma nella sua famiglia di pescatori non serviva una femmina istruita. E allora, se proprio doveva rinunciare a studiare, voleva almeno profumare di fiori, come zia Assunta. Da quella zia indipendente che non si lasciava comandare, Grazia vorrebbe aver ereditato anche la voce ferma e autorevole, per denunciare le ingiustizie subite dalle donne, ma sente di non avere lo stesso coraggio nel fronteggiare i caporali, il marito e tutti coloro che le ripetono ogni giorno di stare al posto suo. Eppure, in quell’estate sospesa tra la fine della guerra e la promessa di un futuro migliore, qualcosa sta per cambiare. Complice anche il ritorno di Francesco, che scompiglia il cuore e la mente di Grazia. Si sono conosciuti sui banchi di scuola, quando a unirli era un sentimento mai confessato, prima che il destino dividesse le loro strade. Lui ha potuto laurearsi, diventare medico, vivere al Nord, e ora le parla di scioperi e diritti dei lavoratori. Forte di quella consapevolezza nuova, Grazia non puĂ² piĂ¹ tacere di fronte agli abusi di cui è vittima e testimone alla piana dei gelsomini, e decide di capeggiare una protesta. Lo deve alla sua amica Nedda e alla sua nipotina Vita; lo deve a tutte le compagne, che meritano tutele e rispetto. Lo deve a sĂ© stessa e ai sogni ancora nel cassetto. PerchĂ© forse Licia Tumminello è palermitana di nascita e cremasca di adozione. Si è aureata in Giurisprudenza, prima di dedicarsi alla scrittura, ha lavorato per anni in ambito bancario. Ha ottenuto vari riconoscimenti letterari, tra cui il Premio Giorgione, il Premio SquiLibri e la segnalazione del Comitato di Lettura del Premio Calvino, XXXV edizione. Per La lunga estate dei gelsomini ha tratto ispirazione dallo sciopero delle gelsominaie siciliane del secondo dopoguerra, che ha approfondito tramite testimonianze dirette e un lavoro di documentazione storica.
Foto: dal sito Il Libraio.it, Yuma Martellanz 2026
