Si chiude con la proclamazione di Il corpo di Matteotti come Migliore Spettacolo Roma Fringe Festival 2026 la XIV edizione del Roma Fringe Festival, che ha trasformato il Teatro Vascello in uno spazio di incontro dedicato al teatro indipendente contemporaneo. Dodici giorni di programmazione, quindici spettacoli in concorso, nuove drammaturgie, linguaggi differenti, compagnie provenienti da tutta Italia e un numero di candidature raddoppiato rispetto alla passata edizione hanno confermato la vitalità di una scena che continua a cercare nuove forme di racconto e nuovi modi di abitare il presente. Il riconoscimento di Migliore Spettacolo conclude un percorso che, più che premiare un vincitore, restituisce il valore di una comunità artistica in continua trasformazione. Perché il Fringe, fin dalla sua nascita, non è il luogo delle gerarchie, ma quello dell’incontro tra poetiche, della libertà della ricerca, del rischio creativo e della possibilità di sperimentare linguaggi ancora in divenire. Il premio principale, assegnato dalla giuria composta dalle direttrici e dai direttori dei teatri del circuito Zona Indipendente, consentirà allo spettacolo vincitore di intraprendere una tournée nella stagione 2026/2027 all’interno della rete nazionale dei teatri aderenti al circuito, trasformando il riconoscimento in un’opportunità concreta di circuitazione e crescita. I tre finalisti che si sono contesi la vittoria finale sono stati: Ex Pose Me – (Brindisi), con Ilenia Sibilio e Giulia Alò, Ideazione, drammaturgia e regia David Marzi, aiuto regia Teresa Cecere, musiche originali Alessandra Orlando e Giulia Alò, coreografia Francesco Biasi.
Masnada Quest – Trova Margherita – (Roma), drammaturgia Leonardo Alberto Lutrario, con Leonardo Alberto Lutrario e Giacomo Toccacelli.
Il corpo di Matteotti – (Roma) regia Andrea Baldoffei, con Andrea Baldoffei e Matteo Vairo, liberamente ispirato al libro omonimo di Italo Arcuri, con il patrocinio della fondazione Giacomo Matteotti ETS. Accanto al premio principale sono stati assegnati anche tutti gli altri riconoscimenti della XIV edizione. Anche quest’anno il Festival ha restituito una geografia ampia della scena contemporanea, offrendo visibilità a esperienze artistiche eterogenee e favorendo il dialogo tra artisti, operatori, critici e pubblico. Un ecosistema in cui il concorso rappresenta il punto di arrivo di un percorso condiviso e, al tempo stesso, l’inizio di nuove possibilità di incontro.
