Torna per il terzo anno consecutivo il ciclo di incontri Artisti a Villa Borghese, ospitato in uno dei luoghi più evocativi all’interno del parco pubblico più noto della città, il Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese. A proporla è la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Gli incontri si svolgeranno fino a ottobre e il programma si focalizza sulla cultura artistica contemporanea, con particolare riferimento al patrimonio artistico e naturalistico delle Ville storiche urbane, punto cardine dell’opera di tutela e valorizzazione della Sovrintendenza Capitolina, riletti attraverso lo sguardo approfondito e multi-linguistico degli artisti d’oggi. Gli artisti invitati, infatti, attraverso linguaggi, estetiche, stili e personalità diverse, propongono una nuova chiave di lettura, promozione e diffusione del patrimonio artistico, storico e naturalistico delle Ville storiche, attraverso una visione “altra”, come hanno insegnato i Surrealisti, quella appunto dell’arte. Attraverso un’ottica culturale “insolita”, diversa, “altra”, l’artista è stato invitato a interagire, a dialogare e a confrontarsi con studiosi, critici d’arte e giornalisti di settore invitati direttamente da loro, su diversi piani comunicativi. Talk, interviste in esclusiva, reading poetici, ambient sound, storytelling e proiezioni per la prima volta entrano nel programma culturale e resteranno fruibili al grande pubblico anche nei giorni successivi all’incontro. Per l’edizione 2026 il nucleo di artisti invitati rappresenta uno specchio completo dei linguaggi dell’arte del XXI secolo, dalla pittura etica e meditativa di Giuseppe Modica, a quella di evoluzione dall’avanguardia artistica del Futurismo di Lina Passalcqua. Dal multilinguismo di Nina Maroccolo, artista visuale, poetessa e performer, a Gabriele Stabile che spazia dalla fotografia all’ambiente sound, fino all’arte di Corrado Cagli e Cesare Zavattini di cui verranno messi in luce aspetti particolari e poco noti al grande pubblico. Il programma degli appuntamenti, curati e moderati da Claudio Crescentini (Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali), è consultabile su Museocarlobilotti.it.
