Minima è l’ottava stagione del TeatroBasilica di Roma. In un tempo in cui il teatro viene spesso interrogato sulla propria necessità, il TeatroBasilica sceglie di rivolgere lo sguardo verso ciò che non occupa spazio, ma produce senso: il dettaglio, il gesto, la relazione, quella minima parte dell’esperienza umana capace di attraversare il tempo. “Una minima parte di ciò che siamo rimarrà anche dopo la nostra morte. Un qualcosa di immensamente piccolo di ciò che siamo, anche tra centinaia di migliaia di anni, abiterà ancora la terra. Quella minima parte è quella che ci interessa, quella che cerchiamo di curare e preservare”. Minima nasce da questa tensione: custodire ciò che appare marginale, ma che costituisce la sostanza profonda delle comunità, delle arti e del teatro stesso. La direzione artistica è affidata ad Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti; la consulenza artistica è di Antonio Calenda. L’organizzazione e la compagnia residente sono curate dal Gruppo della Creta. La stagione Minima ospita, tra gli altri, i lavori di Daniela Giovanetti, Valeria Almerighi, Gianni Guardigli, Motus, Jacopo Cinque, Gruppo della Creta, Teatro delle Albe, Alfonso Postiglione, Piccola Città Teatro, Marco Andreoli, Daniele Pilli, Claudia Vismara, Andrea Cosentino, Guido Di Palma, Filippo Quezel, Pier Lorenzo Pisano, Roberta Lidia Di Stefano, Kronoteatro, Biancofango, Dalila Desirée Cozzolino, MaMiMò, Fabio Banfò, Paolo Mazzarelli, Marco Sgrosso, Francesca Astrei, Crack24, Rebecca Righetti, Paolo Valerio, Christian Raimo, Amedeo Monda, Giorgio Sales e Leonardo Capuano. Accanto alla programmazione teatrale proseguono le rassegne e i progetti speciali del TeatroBasilica, tra cui la rassegna di danza contemporanea Nel Blu – Orizzonti della danza contemporanea, a cura di Chiara Marianetti, e il progetto di co-creazione del Gruppo della Creta con Frosini/Timpano, I sogni della ragione. Teatro della rivoluzione, teatro rivoluzionario. Il TeatroBasilica, in un momento in cui sempre più spazi teatrali chiudono o vedono ridursi le risorse, rilancia la propria missione: essere uno spazio aperto per la comunità teatrale romana e nazionale. Le direttrici restano chiare: sostegno alle nuove generazioni e alle proposte più interessanti del panorama contemporaneo italiano, insieme a un rigoroso approfondimento sul ruolo del teatro nel nostro presente. Minima si apre con lo spettacolo della direttrice artistica Daniela Giovanetti, che affronta il tema della guerra attraverso il mito: Andromaca. Il candore del cigno, testo di Gianni Guardigli, amico storico del TeatroBasilica, e regia di Valeria Almerighi (15|18 ottobre 26). Per la prima volta al Basilica sono ospitati i Motus con Frankenstein (History of hate), movimento conclusivo del progetto Frankenstein (23|25 ottobre 26). A novembre una nuova produzione del Gruppo della Creta segna il debutto alla regia di Jacopo Cinque con Volevo solo dormire un altro po’ (5|8 ottobre 26). A seguire, il ritorno del Teatro delle Albe con un progetto internazionale tra Romagna e Senegal: Il paese dove non si muore mai (12|14 novembre 26). Arriva poi la riscrittura pirandelliana curata da Alfonso Postiglione con la compagnia napoletana Piccola Città Teatro su La ragione degli altri (20|21 novembre). Torniamo quindi alla nuova drammaturgia con La consuetudine frastagliata dell’averti accanto di Marco Andreoli, in scena Daniele Pilli e Claudia Vismara (27|29 novembre 26). Dicembre si apre con i lavori delle giovani compagnie under 35 vincitrici del bando della Sapienza di Roma, Vestiti della vostra pelle, a cura di Andrea Cosentino e ideato dal professor Guido Di Palma (9|10 dicembre 26). Chiude la prima parte di stagione Tirannosauro, provocatorio ed essenziale spettacolo di Filippo Quezel, prodotto dal Teatro di Sardegna (11|13 dicembre 26). A gennaio, dopo il successo della scorsa stagione, torna la saga familiare in tre episodi ideata dal Gruppo della Creta e Pier Lorenzo Pisano, Nelle puntate precedenti (12|28 gennaio 27), che coinvolge dieci attori e cinque giovanissimi drammaturghi. Segue Zazà, con la banda in testa (330|31 gennaio 27) di Roberta Lidia Di Stefano, omaggio a Gabriella Ferri tra musica e memoria della straordinaria cantante romana. Febbraio si apre con l’ipnotico monologo della compagnia Kronoteatro, Un po’ meno fantasma (6|7fennario 27), per la prima volta nel nostro cartellone. Tornano poi al Basilica i Biancofango, che presentano il debutto romano di Macbeth – Vivevamo felici durante la guerra (9|14 febbraio 27). È quindi il momento di Goodbye Horses (19|21 febbraio 27) di Dalila Desirée Cozzolino e del debutto romano della compagnia MaMiMò con Scorie – L’incredibile storia del nucleare in Italia, in scena Fabio Banfò, regia di Andrea Cosentino (27|28 febbraio 27). Il teatro ospita due attori già frequentatori delle sue stagioni: Paolo Mazzarelli con Lettere a un giovane poeta (5|7 marzo 27) di Rilke e Marco Sgrosso con il dissacrante monologo Emma B. Vedova Giocasta (12|14 marzo 27). Francesca Astrei, dopo i successi dell’ultimo anno e il premio UBU, presenta il monologo Io sono verticale (18|21 marzo 27). Un’altra eccellenza under 35 è la compagnia torinese Crack24, che porta in scena un intelligente e affilato adattamento de Il Borghese gentiluomo di Molière (3|4 aprile 27). Grazie al contributo SIAE del bando “Per chi crea”, ospita il testo di Rebecca Righetti, Radicchio e noci in caso di morte, un’epopea nella solitudine al maschile (9|11 aprile 27). Paolo Valerio torna al Basilica con un monologo che racconta un capitolo nero della storia della nostra Repubblica con La strage di Vergarolla (15|18 aprile). Dopo il successo della scorsa stagione e la tournée in tutta Italia, Christian Raimo torna a raccontare Maradona e l’Argentina della dittatura in Barrilete cósmico. Maradona pedagogista, accompagnato alla chitarra da Amedeo Monda (21|24 aprile 27). Lo spettacolo che chiude la stagione è Ammazzare i morti di Giorgio Sales, con la regia di Leonardo Capuano (14|15 maggio 27). A maggio le due rassegne del TeatroBasilica. La prima è l’autogestione del collettivo Bei Ricordi, che per sette giorni abiterà il palco del Basilica con proposte che spaziano dalla performance alla musica, fino alla prosa (3|9 maggio 27). Chiude, come sempre, la stagione la rassegna Nel Blu – Orizzonti della danza contemporanea, a cura di Chiara Marianetti, che anno dopo anno cresce e si conferma spazio di ricerca e condivisione indispensabile per la città di Roma (17|23 maggio 27). Ultimo evento da segnalare: il progetto di co-creazione del Gruppo della Creta con la compagnia Frosini/Timpano, I sogni della ragione. Teatro della rivoluzione, teatro rivoluzionario, sulla drammaturgia dimenticata degli anni della Rivoluzione francese, che avvierà nel 2027 il suo percorso con una prima lettura aperta al pubblico (28 aprile 27). Da quest’anno il TeatroBasilica è risultato assegnatario del finanziamento per la programmazione da parte della Regione Lazio. Il TeatroBasilica si trova nel cuore di Roma, in Piazza di Porta San Giovanni. Conta 100 poltroncine rosse e un pubblico affezionato. È nato nel 2019 e resiste programmando spettacoli teatrali e proponendosi alla città come spazio di confronto e approfondimento culturale. La direzione artistica è di Alessandro Di Murro e Daniela Giovanetti ed è abitato da un gruppo di artisti e organizzatori che si riconoscono sotto il nome collettivo di Gruppo della Creta. Il TeatroBasilica vuole essere soprattutto la bottega del teatro che verrà. Il Gruppo della Creta, compagnia ministeriale under 35, dal 2019 affianca la direzione artistica nella gestione e nell’ideazione delle proposte del TeatroBasilica, trasformandolo in casa creativa dei propri progetti.
