Nel decennale della morte di Umberto Eco, la Società Dante Alighieri e la Fondazione Umberto Eco, con la produzione di Arthemisia, realizzano “Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione”, il progetto che ripercorre la biografia intellettuale di uno dei principali intellettuali della contemporaneità . Le iniziative si svolgeranno a Roma, a Palazzo Firenze (Piazza di Firenze n. 27) fino al 26 luglio. Tra i materiali esposti figurano le tavole originali di Milo Manara, concesse dall’autore ed elementi della scenografia firmata da Dante Ferretti per Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud, prestati dallo scultore Fabio Crisarà , insieme a testimonianze del Gruppo 63 e delle collaborazioni di Eco con Carmi, Baj e Pericoli. L’allestimento, pensato in chiave inclusiva, comprende il plastico della biblioteca-labirinto del Museo Tattile Omero di Ancona, oltre a una sezione multimediale con video e audio provenienti dall’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, da Rai Teche e da RSI, Radiotelevisione svizzera. Il 9 luglio alle 18.30, a Palazzo Firenze viene proiettato Umberto Eco – La biblioteca del mondo di Davide Ferrario (2022, Fandango), documentario che indaga la complessità del pensiero di Eco a partire dalla sua imponente biblioteca. Ingresso libero, gradita la registrazione su cultura@dante.global. Il progetto è sostenuto dal Consorzio Parmigiano Reggiano e da Planeta Vini.
