Nell’Aula Giulio Cesare in Campidoglio, ANCI e Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per rafforzare il supporto ai Comuni nella pianificazione territoriale, nella gestione del rischio idrogeologico e idraulico, nella tutela delle risorse idriche e nella transizione digitale, attraverso strumenti operativi condivisi, innovazione tecnologica e una più stretta collaborazione istituzionale. La firma è avvenuta nell’ambito del Consiglio tematico “Comuni Italiani – Pianeta Acqua”, promosso dalla Conferenza nazionale ANCI dei Presidenti dei Consigli comunali. Il Protocollo coinvolge i 901 Comuni del Distretto idrografico dell’Appennino centrale e nasce con l’obiettivo di costruire una collaborazione stabile tra istituzioni, migliorare la capacità amministrativa e tecnica degli enti locali, favorire la corretta applicazione degli strumenti di pianificazione di bacino e sostenere interventi sempre più efficaci di prevenzione, mitigazione del rischio e adattamento ai cambiamenti climatici. L’intesa assume particolare rilievo in una fase in cui la gestione dell’acqua, del suolo e dei rischi naturali richiede strumenti conoscitivi avanzati, procedure più omogenee e una maggiore integrazione tra pianificazione sovraordinata e governo locale del territorio. I Comuni rappresentano infatti il primo presidio istituzionale delle comunità e sono chiamati a confrontarsi quotidianamente con vincoli, trasformazioni urbanistiche, emergenze, manutenzione del territorio e programmazione degli interventi. Tra i punti qualificanti dell’accordo figurano la diffusione e l’utilizzo del Digital Twin di distretto, il sistema digitale georeferenziato sviluppato dall’Autorità di bacino per il monitoraggio del territorio e il supporto alle decisioni; la realizzazione di attività formative rivolte ad amministratori e tecnici comunali; la predisposizione di linee guida, vademecum e strumenti operativi condivisi; il rafforzamento dell’interoperabilità dei dati territoriali e ambientali; il sostegno all’accesso dei Comuni a opportunità di finanziamento nazionali ed europee. Particolare rilievo assume inoltre il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali nell’aggiornamento delle mappe di pericolosità e di rischio, attraverso la condivisione di dati, studi, rilievi ed evidenze territoriali utili a migliorare la qualità della pianificazione e delle decisioni pubbliche. La collaborazione consentirà di valorizzare le informazioni disponibili nei territori, assicurando al tempo stesso criteri tecnici, standard di trasmissione, tracciabilità delle segnalazioni e coerenza con le competenze istituzionali dell’Autorità di bacino. “La tutela dell’acqua è una priorità. La prevenzione del rischio idrogeologico e l’adattamento ai cambiamenti climatici richiedono una visione condivisa e la capacità di mettere in rete competenze, dati e responsabilità. In questo percorso i Consigli comunali svolgono un ruolo fondamentale, perché sono il luogo in cui si definiscono gli indirizzi strategici per il futuro delle comunità e si costruiscono le scelte che incidono sulla qualità della vita dei cittadini. L’intesa tra ANCI e Autorità di bacino rappresenta un’opportunità importante per rafforzare la capacità dei Comuni di governare queste trasformazioni e per rendere i territori più sicuri, sostenibili e resilienti. Siamo orgogliosi, come Assemblea Capitolina e Roma Capitale, di aver ospitato in Campidoglio questo momento di confronto e di impegno comune”, ha dichiarato la presidente dell’Assemblea Capitolina e vicaria della Conferenza dei Consigli comunali di ANCI, Svetlana Celli. Il Protocollo avrà durata fino al 31 dicembre 2028 e prevede l’istituzione di un Comitato di coordinamento ANCI-AUBAC, incaricato di programmare le attività, monitorarne l’attuazione e promuovere il coinvolgimento delle amministrazioni comunali nei tavoli tecnici e nei gruppi di lavoro previsti dall’accordo.
