Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea ospita fino all’8 luglio la mostra fotografica Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin, promossa da Archivio Basaglia e Il Saggiatore. L’esposizione propone una selezione delle fotografie realizzate da Carla Cerati e da Gianni Berengo Gardin per il volume Morire di classe, curato da Franco Basaglia e da Franca Ongaro Basaglia, pubblicato nel 1969. Le foto ritraggono i manicomi di Ferrara, Firenze, Gorizia e Parma alla fine degli anni Sessanta e riproducono l’impatto dirompente del libro con i testi originali che evidenziano il legame tra povertà, esclusione sociale e istituzionalizzazione psichiatrica. Morire di classe si colloca nel più ampio impegno di Franco Basaglia e di Franca Ongaro Basaglia per la riforma psichiatrica, con la denuncia degli ospedali psichiatrici come luoghi di segregazione e di coercizione. Il libro fotografico contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica e ad alimentare il dibattito politico e culturale che condurrà, nel 1978, all’approvazione della Legge 180, con cui si sancì la progressiva chiusura dei manicomi e l’avvio di un nuovo modello di assistenza psichiatrica fondato sulla tutela della dignità e della libertà della persona. Oggi Morire di classe è una mostra itinerante, di cui Archivio Basaglia promuove la circolazione nelle università, con l’obiettivo di mantenere vivo il dibattito sulla salute mentale. In questo modo l’esposizione raggiunge generazioni che non hanno conosciuto la realtà manicomiale precedente all’applicazione della Legge 180. In tale prospettiva, e per arricchire il percorso, il MLAC propone una selezione ragionata di libri di Franco Basaglia e di Franca Ongaro Basaglia, nonché di documenti di iniziative successive che hanno alimentato lo spirito della riforma. La sezione bibliografica permette di approfondire il solido impianto teorico che ha guidato la rivoluzione psichiatrica in Italia e la sua duratura eredità nel presente. Da L’Istituzione negata (1968) ai lavori teorici di Franca Ongaro sulla condizione femminile e sociale, i materiali esposti offrono gli strumenti critici per comprendere come il pensiero sia stato tradotto in azione politica e legislativa. Tale sezione bibliografica – resa possibile dai prestiti della Biblioteca Universitaria Alessandrina, delle Biblioteche di Filosofia, di Medicina e psicologia Ernesto Valentini e di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo della Sapienza Università di Roma – è stata curata studentesse e studenti dei Corsi di Studio in Storia dell’arte e in Studi storico-artistici della Sapienza Università di Roma, impegnate/i come borsiste, tirocinanti e tutor al MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea.
