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Home Giornale Luglio Musica

A “S.O.S” di Piero Pelù il 24° Premio Amnesty International Italia per la sezione Big

di Daniela Pasquano
20 Giugno 2026
in Giornale Luglio Musica, Musica e Spettacolo
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A “S.O.S” di Piero Pelù il 24° Premio Amnesty International Italia per la sezione Big

Il brano “S.O.S”, scritto e cantato da Piero Pelù, ha vinto il 24° Premio Amnesty International Italia per la sezione Big. Il riconoscimento è promosso da Amnesty International Italia, insieme all’associazione Voci per la Libertà, per premiare il miglior brano sui diritti umani pubblicato da un artista o gruppo di spicco della musica italiana nell’anno precedente. Un modo per mettere in luce artisti e canzoni che possano sensibilizzare su temi legati ai diritti umani attraverso il linguaggio universale della musica. “S.O.S ci sprona a parlare del genocidio israeliano nella Striscia di Gaza coi tempi del presente, perché le bambine e i bambini palestinesi, quelli ancora in vita, continuano a mangiare pane e violenza, più la seconda che il primo. Da questo brano, poetico e potente, crudo e suggestivo insieme, si leva il bisogno di futuro, di quel diritto alla felicità che è e sarà l’unica condizione grazie alla quale l’odio puoi tenerlo fuori”, ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. La canzone, scritta, registrata e resa disponibile gratuitamente in poche ore a ottobre 2025 dallo stesso Pelù, nasce dall’urgenza di dare voce, attraverso la musica, a quanto sta accadendo nel Territorio palestinese occupato e alla necessità di non restare indifferenti davanti alla sofferenza delle persone civili, dei bambini e delle bambine nella Striscia di Gaza. Un appello a difendere la pace e la giustizia. “Ho scritto SOS lo scorso ottobre, una canzone che mi è venuta dal cuore e che parla dei genocidi in atto in ogni parte del mondo (e in particolare di quello palestinese) e del ruolo fondamentale dei soccorritori delle ong nei luoghi di guerra (in particolare di Medici senza frontiere e della Global Sumud Flottilla per il loro ruolo di generatori di attenzioni mediatica su Gaza)”, ha raccontato Piero Pelù, che ha chiarito inoltre la scelta di non pubblicare il brano sulle piattaforme di streaming: “Ho deciso di renderla scaricabile gratuitamente sul mio sito perché non ho voluto usare piattaforme coinvolte in armi e propagande di dittatori”.
Pelù non appena ha saputo di aver ottenuto il premio ha dichiarato: “Grazie Amnesty International per questo importante riconoscimento, impreziosito dal vostro lavoro costante e puntuale di difesa dei diritti umani, sempre più calpestati oggi dalla barbarie di certe multinazionali, lobbies e stati”. Il rocker italiano ha poi rivolto un appello a tutti gli italiani: “Il periodo sociopolitico che stiamo vivendo è talmente complesso e pericoloso che solo con l’impegno congiunto di ognuno di noi nei rispettivi campi potremo aspirare ad essere un pianeta ancora a misura di donne e uomini che crescono e praticano il valore assoluto della pace”. Il Premio è legato alla 29ª edizione del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, che unisce musica, arte e diritti umani e che si terrà a Rovigo dal 24 al 26 luglio. A causa della concomitanza con il tour estivo dei Litfiba, il premio non sarà consegnato durante il festival come da tradizione, ma il 16 luglio a Rock in Roma, proprio durante il concerto della band. Insieme a Pelù, si contendevano il premio le Bambole di Pezza (con “Senza permesso”), i Baustelle (“Canzone verde, amore tossico”), Diodato (“Non ci credo più”), Ginevra (“Femina”), Ibla (“Rituale”), Fiorella Mannoia (“Eroi”), Murubutu (“Minuscola”), La Niña (“Figlia d’ ’a tempesta”) e Willie Peyote (“Grazie ma no grazie”). Un gruppo trasversale di artisti per età e generi musicali, unito da testi di forte impatto che spaziano dalla crisi ambientale alla condizione femminile, fino a solidarietà, migrazioni e resistenza. Il Premio è assegnato da una giuria composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, linguisti, rappresentanti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà. Nelle precedenti edizioni hanno vinto: “Il mio nemico” di Daniele Silvestri (2003);“Pane e coraggio” di Ivano Fossati (2004); “Ebano” dei Modena City Ramblers (2005); “Rwanda” di Paola Turci (2006); “Occhiali Rotti” di Samuele Bersani (2007); “Canenero” dei Subsonica (2008); “Lettere di soldati” di Vinicio Capossela (2009); “Mio zio” di Carmen Consoli (2010); “Genova Brucia” di Simone Cristicchi (2011); “Non è un film” di Frankie Hi-Nrg MC e Fiorella Mannoia (2012); “Gerardo nuvola ‘e Povere” di Enzo Avitabile e Francesco Guccini (2013); “Atto di forza” di Francesco e Max Gazzè (2014); “Scendi giù” di Alessandro Mannarino (2015); “Pronti a salpare” di Edoardo Bennato (2016); “Ballata triste” di Nada (2017); “L’uomo nero” di Brunori Sas (2018); “Salvagente” di Roy Paci & Aretuska feat. Willie Peyote (2019); “Io sono l’altro” di Niccolò Fabi (2020); “Dalle mie parti” dei Negramaro (2021); nuovamente Carmen Consoli con “L’uomo nero” (2022); “Severodonetsk” di Manuel Agnelli (2023), “La mia terra” di Diodato (2024) e “Onda alta” di Dargen D’amico (2025).

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Daniela Pasquano

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