Un manoscritto eretico. Un simbolo arcano. Un cadavere in un confessionale, un enigma che sfida la fede e la ragione. Questo è “Delitto di mezzanotte” di Marcello Simoni Newton Compton Editori. Simoni è un autore italiano, ex archeologo, laureato in Lettere, ha svolto il lavoro di bibliotecario. Ha al suo attivo la pubblicazione di diversi saggi storici e ha partecipato all’antologia 365 racconti horror per un anno, a cura di Franco Forte (2011). Altri suoi racconti sono usciti per la rivista letteraria «Writers Magazine Italia». Con Il mercante di libri maledetti (Newton Compton 2011), il suo primo romanzo, ha vinto il Premio Bancarella. Nel 2012 sempre con Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, nel 2013 Il labirinto ai confini del mondo e L’isola dei monaci senza nome. Del 2014 è L’abbazia dei cento peccati e nello stesso anno il suo racconto “La prigione delle anime” appare nell’antologia Delitti di Capodanno, sempre per Newton Compton. Nel 2016 esce per Einaudi Il marchio dell’inquisitore e nel 2018 Il monastero delle ombre perdute. Tra le sue recenti pubblicazioni ci sono: Il lupo nell’abbazia (Mondadori, 2019), La selva degli impiccati (Einaudi, 2020), Angeli e diavoli (Einaudi, 2021), La profezia delle pagine perdute (Newton Compton, 2021), La cattedrale dei morti (Newton Compton, 2022), La taverna degli assassini (Newton Compton, 2023), Morte nel chiostro (La nave di Teseo, 2024), L’enigma del cabalista (Newton Compton, 2024), L’angelo di pietra. Un’indagine dell’inquisitore Girolamo Svampa (Einaudi, 2025). In “Delitto di mezzanotte” si è nell’aprile del 1794. Durante una notte di tempesta che imperversa sulla Garfagnana, il maestro di cappella del duomo di San Pietro di Castelnuovo viene trovato morto all’interno di un confessionale: mani e piedi legati, la fronte segnata da un simbolo misterioso, il cranio aperto come un calice. A indagare sull’omicidio saranno Vitale Federici e il suo giovane discepolo, Bernardo della Vipera. A tenerli impegnati non sarà soltanto la caccia all’assassino: nel duomo si sospetta, infatti, la presenza di un manoscritto eretico attribuito al poeta Ludovico Ariosto; mentre nei pressi di una rocca vicina si svolgono rituali oscuri che coinvolgono una loggia massonica alla quale sembrerebbe appartenere Elisabetta Caminer Turra, giornalista e tipografa dal fascino ambiguo. Tra fede, potere e passioni nascoste, ogni indizio conduce a nuove rivelazioni. E più si avvicineranno alla verità, più Vitale e Bernardo comprenderanno di dover svelare un mistero più pericoloso di quanto avessero immaginato.
