È ufficialmente entrato nel vivo il cantiere di restauro della cosiddetta Loggia secreta di Villa Mondragone a Monte Porzio Catone, uno degli ambienti più enigmatici e scenografici del complesso rinascimentale costruito dal Cardinale Marco Sittico Altemps per ospitare Papa Gregorio XIII. Un intervento reso possibile grazie al Bando per la valorizzazione delle dimore e dei giardini storici della Regione Lazio, nell’ambito del quale il progetto di restauro delle decorazioni pittoriche e plastiche, presentato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è stato ammesso in graduatoria al 4° posto su 76 proposte, con un contributo pari a 49.870,07 euro (70% del costo complessivo di 71.242,95 euro), cofinanziato dall’Ateneo e da uno sponsor privato per la restante quota. Il progetto mira a salvaguardare e valorizzare i delicati cicli decorativi della Sala Verde e della Sala delle Cariatidi, oggi fortemente compromessi da infiltrazioni e degrado: affreschi ottocenteschi, finte architetture e raffinati ninfei cinquecenteschi a stucco e policromia, tra i più rappresentativi del cosiddetto “Casino Segreto”. Fin dalle prime fasi, gli interventi stanno assumendo i contorni di una vera e propria scoperta archeologico-artistica: sotto strati di stuccature e ricostruzioni successive stanno riaffiorando, sorprendenti dettagli iconografici resi con una policromia ancora perfettamente leggibile, con capigliature bionde, ornamenti raffinati e finiture cromatiche di straordinaria qualità esecutiva. Le superfici rivelano una tecnica decorativa sorprendentemente sofisticata e di altissimo livello, fatta di graniglie di marmi, paste vitree, perle colorate, conchiglie di varie specie applicate su fondi cromatici ottenuti con pigmenti a colori vivaci, in un raffinato gioco di materiali e luce che restituisce tutta la complessità originaria dell’apparato decorativo. Il restauro sta così restituendo non soltanto decorazioni e colori perduti, ma anche una memoria stratificata fatta di trasformazioni, censura estetica e reinterpretazioni storiche. E non è tutto. Ancora più inatteso è ciò che emerge sotto gli strati di ridipinture e stuccature più recenti: le forme originali delle Cariatidi e figure maschili camuffate o reinterpretate come figure femminili, insieme a restauri e ridipinture che sembrano aver volutamente alterato la percezione originaria dell’opera. La “Loggia segreta”, concepita nel pieno della stagione monumentale legata ad Altemps come ambiente di rappresentanza e meraviglia, racconta oggi una storia molto più complessa. Nei secoli, infatti, gli spazi furono progressivamente adattati: da residenza papale a dimora principesca giunsero ad ospitare il Nobile Collegio Mondragone, prestigiosa istituzione gesuitica creata nella villa tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, con modifiche che ne alterarono in parte l’immagine e il significato. Il restauro sta così restituendo non soltanto decorazioni e colori perduti, ma anche una memoria stratificata fatta di trasformazioni, censura estetica e reinterpretazioni storiche. Una storia che oggi torna lentamente alla luce, rivelando un patrimonio che non è solo da conservare, ma anche da riscrivere. Il progetto si svolge sotto l’alta e costante sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, con la dirigente arch. Lisa Lambusier, che -in stretto coordinamento con l’Ufficio tecnico di Ateneo- sta garantendo il rigoroso controllo scientifico delle fasi operative e la coerenza dell’intervento. “È un momento che cambia la percezione stessa del monumento – le parole del Rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron -, un esempio virtuoso di integrazione tra ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio storico”.
