Debutta a Roma il Festival delle Destinazioni. La prima edizione si è svolta nella cornice del Nazionale Spazio Eventi. L’iniziativa è nata dalla visione dell’ideatore Paolo Garlando, marketing e project manager dedito a turismo, sport ed eventi e rappresenta il primo appuntamento internazionale di carattere b2b interamente dedicato alla costruzione e alla promozione dell’identità dei territori italiani attraverso le azioni sinergiche di istituzioni, enti di promozione, Dmo e aziende. L’ideatore Paolo Garlando, ha spiegato che la sua volontà di realizzare questo festival nasce perché “c’è sempre più la necessità di trovare delle connessioni, soprattutto nelle destinazioni dove c’è meno afflusso di turisti. Mi sono sempre occupato di networking e di connessione e ho voluto progettare una piattaforma per metterla a disposizione di tutti gli operatori per fare sistema. DPM è certificata da partner strategici come il ministero della Cultura e verrà utilizzata dal Ministero del Turismo; trasforma la gestione delle destinazioni turistiche offrendo agli operatori una mappa geo-temporale avanzata di attrazioni, eventi e fiere in tempo reale. Grazie a filtri mirati e a un database in continua espansione verso il milione di record ed è destinata ad abbattere l’isolamento dei business locali. Il sistema abilita un networking diretto per co-progettare l’offerta e fornisce insight predittivi, distribuendo il valore turistico 365 giorni l’anno. Ci sono tantissime località turistiche, ma nessuno sa cosa c’è in termini di risorse. Stiamo coinvolgendo tutte le associazioni di categoria affinché all’interno di questa piattaforma si possano creare progetti di destagionalizzazione”. Un’analisi netta sulla gestione dei flussi è arrivata da Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma Capitale, che ha dichiarato: “Il turismo in Italia e a Roma non può essere più casuale. Quello che abbiamo provato a fare in questi quattro anni a Roma è modificare la politica di marketing. Un dato ci ha dato immediatamente ragione: l’aumento della permanenza media. Oggi siamo a 4,1 giorni. Questo grazie ai grandi eventi. Altro fatto negativo è il turismo che si concentra nel centro città. Invece abbiamo sviluppato da due anni prodotti turistici periferici. Il futuro del turismo è dato dalle experiences che prescindono dalla disponibilità economica. Il turista deve lasciare più di quello che trova”.
