Il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha inaugurato insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani e al presidente della Fondazione Gariwo Gabriele Nissim cinque nuove targhe dei Giusti della Farnesina nel viale antistante il ministero, già denominato viale dei Giusti. “Oggi ricordiamo chi ha scelto da che parte stare, soprattutto quando era difficile e rischioso – ha detto il Sindaco -. Ci riempie di orgoglio sapere che la diplomazia italiana ha una lunga storia e tradizione in cui tante personalità si sono distinte non solo per la loro qualità di diplomatici ma per la loro scelta etica in momenti particolarmente difficili”. “Ricordare i Giusti è un atto di responsabilità civile, è il modo in cui una comunità sceglie i propri riferimenti morali – ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. – Il loro esempio è monito quotidiano su cosa significa servire lo Stato con coscienza tenendo sempre la persona al centro. I Giusti della Farnesina non sono eroi lontani erano colleghi, amici, fratelli e genitori, persone che hanno difeso la vita e la dignità umana nel servizio allo Stato, anche durante i conflitti, le persecuzioni e le rivoluzioni”.
I giusti
PIERO DE MASI (Roma, 6 giugno 1937 – Roma, 12 ottobre 2021)
Piero De Masi, diplomatico italiano a Santiago del Cile durante il colpo di stato del 1973, merita di essere annoverato tra i Giusti della Farnesina per il suo coraggio e la sua umanità . In un periodo segnato dalla violenza e dalle persecuzioni del regime di Pinochet, De Masi si distinse accogliendo e proteggendo numerosi oppositori politici, spesso in pericolo di vita. L’ambasciata e le residenze diplomatiche italiane divennero rifugi sicuri grazie al suo intervento. Non esitò a fornire asilo, nascondere i perseguitati e facilitare la loro fuga all’estero, sotto la propria responsabilità e senza istruzioni ministeriali anche a rischio della propria sicurezza personale e della sua carriera diplomatica.
FRANCESCO BABUSCIO RIZZO (Potenza, 24 giugno 1897 – Roma, 11 dicembre 1983)
Francesco Babuscio Rizzo ha vissuto con coraggio, determinazione e grande senso dello Stato il periodo fra le due guerre mondiali, svolgendo un ruolo estremamente importante e delicato per il nostro Ministero degli Esteri al termine del periodo fascista. Da Incaricato d’Affari presso la Santa Sede fra il 1943 ed il 1944, nel periodo di occupazione nazi-fascista di Roma, Babuscio Rizzo contribuisce con le autorità Vaticane a salvare centinaia di vite umane, fra esuli e perseguitati, assicurando anche il primo passaggio di consegne alla Farnesina con il nuovo Ministro degli Esteri Italiano, Guariglia.
GIORGIO GIACOMELLI (Milano, 25 gennaio 1930 – Roma, 8 febbraio 2017)
Giorgio Giacomelli, diplomatico italiano distintosi per straordinario coraggio e dedizione umanitaria, merita di essere annoverato tra i Giusti della Farnesina per il suo ruolo nel salvataggio di persone in pericolo durante la crisi in Congo nei primi anni ’60. Durante il caos seguito alla proclamazione dell’indipendenza congolese e al conseguente conflitto civile, Giacomelli, in servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Leopoldville (oggi Kinshasa), si trovò ad affrontare una situazione di estremo pericolo. Quando scoppiò la ribellione dei soldati congolesi contro il governo e le violenze minacciarono direttamente la comunità internazionale, Giacomelli si adoperò con straordinaria prontezza per proteggere numerosi cittadini italiani ed europei. A rischio della propria vita, guidò missioni di soccorso in territori dominati dalla violenza, garantendo il salvataggio di persone intrappolate in zone di conflitto. Per il suo eroismo e il suo impegno nel tutelare vite umane, gli fu conferita la medaglia d’argento al valor civile.
TITO SPOGLIA (Atina (FR), 17 agosto 1923 – Elisabethville, 10 luglio 1960)
Tito Spoglia, Vice Console Italiano a Elisabethville in Congo è stato insignito di medaglia d’oro al valor civile dal Presidente della Repubblica il 19 settembre del 1960. Spoglia era stato ucciso il 10 luglio 1960, mentre cercava di portare in salvo insieme ad alcuni colleghi europei i propri connazionali gravemente minacciati dalla sanguinosa rivolta scoppiata in quel periodo in Congo. Giovane funzionario, quasi agli inizi del suo incarico consolare in un Paese ad alto rischio, Tito Spoglia, con quell’atto eroico ha dato un esempio unico di sacrificio per i propri connazionali e colleghi.
VITO POSITANO (Noicattaro (BA), 3 ottobre 1833 – Yokohama, 16 novembre 1886)
Vito Positano, Vice Console Italiano e decano del Corpo Diplomatico a Sofia nel dicembre del 1877, interviene con grande coraggio e determinazione per scongiurare la distruzione della città da parte dell’esercito turco in ritirata e in attesa delle truppe russe. Assistito da pochi colleghi occidentali rimasti, Positano, forte anche della sua previa esperienza militare di Garibaldino, si rifiuta prima di lasciare la città sotto pressione turca, impedendone il saccheggio, per poi dirigerne la tutela e la salvezza dagli incendi appiccati dall’esercito ottomano, alla guida dei residenti bulgari. Per questa azione di grande coraggio e determinazione che ha contribuito a salvare la vita a buona parte della popolazione locale, le autorità di Sofia e quelle bulgare hanno conferito la cittadinanza onoraria a Vito Positano, dedicando anche al suo nome una nota piazza nel centro di Sofia.
