Conferito il Premio Presidio Culturale Italiano a Luciana “Luce” Romoli, classe 1930, ex staffetta partigiana della Brigata Garibaldi e oggi una delle ultime testimoni dirette dell’occupazione nazifascista della Capitale. Nel cuore del Municipio I, presso la sede della Presidenza in via Petroselli, si è svolta la sentita cerimonia in riconoscimento dell’impegno istituzionale nella promozione della memoria storica e dei valori antifascisti. La storia di Luciana è profondamente intrecciata con quella della città di Roma, che ha fatto da sfondo alla sua infanzia segnata dalla guerra e alla sua precoce scelta di campo, “dalla parte giusta della storia”: a otto anni si oppose all’ingiustizia rifiutando l’esclusione di una compagna ebrea dalla scuola fascista e, a soli tredici anni, divenne staffetta partigiana nella VI zona di Roma, piena di coraggio e determinazione. In seguito, dopo la Liberazione, ha continuato a incarnare i valori della Resistenza attraverso lo studio, l’impegno civile e sociale, l’attività sindacale e la collaborazione con importanti figure della cultura italiana. Laureata in biologia, ha dedicato il suo tempo all’educazione e alla trasmissione della memoria, incontrando generazioni di studenti in tutta Italia, che ama chiamare affettuosamente “nipotini” e “nipotine”. E, tra i suoi numerosi impegni, anche l’attività nell’Associazione Ragazze d’Italia, nell’UDI – Unione Donne in Italia, e nella segreteria di Enrico Berlinguer. Fino a un gesto recente, potente e simbolico: a novant’anni ha accolto nella propria casa uno studente rifugiato del Gambia, dando concreta testimonianza di una Resistenza che continua a vivere nella solidarietà quotidiana. Il Premio Presidio Culturale Italiano, promosso dall’associazione Cultura Italiae, assume così un significato particolarmente profondo: riconoscere nella cultura un presidio democratico e uno spazio di responsabilità collettiva, in cui la memoria si trasforma in coscienza civile. Nel corso dell’evento, la presidente del Municipio I Lorenza Bonaccorsi ha dichiarato: “Conferire questo premio a Luciana Romoli significa riconoscere non solo il valore della sua testimonianza storica, ma la straordinaria coerenza di una vita interamente dedicata alla giustizia, alla libertà e alla dignità umana. La sua storia ci richiama ogni giorno alla responsabilità di custodire la memoria e di tradurla in impegno concreto. Luciana non rappresenta soltanto il passato della nostra città, l’impegno delle donne della Resistenza”. “Oggi rendiamo omaggio a Luciana Romoli, che il suo comandante chiamò ‘Luce’ quando, a soli tredici anni, divenne staffetta partigiana della Brigata Garibaldi. Cresciuta in una famiglia antifascista, tra Casalbertone e Torpignattara, quartieri popolari e operai, ha portato nella Resistenza un impegno che si è trasformato, negli anni, in una testimonianza continua, capace di rendere la memoria un patrimonio vicino alle nuove generazioni. Il conferimento del Premio Presidio Culturale Italiano riconosce questo percorso e ribadisce la gratitudine che le dobbiamo: soprattutto nelle periferie, dove il suo esempio ha aiutato tante ragazze e ragazzi a comprendere il valore concreto della democrazia nata dalla lotta antifascista”, ha affermato l’assessore alle Periferie e ai servizi delegati, Pino Battaglia. Il conferimento del premio nel territorio del Municipio I assume un valore simbolico particolare: Roma, città della Resistenza e della Liberazione, porta incise nella propria identità le ferite dell’occupazione nazista e della persecuzione razziale, ma anche la forza della riscossa antifascista e della rinascita democratica. In questo contesto, la testimonianza di Luciana Romoli continua a essere punto di riferimento fondamentale. Ancora oggi, anche attraverso incontri in videochiamata, prosegue il suo dialogo con i più giovani, dimostrando come la memoria possa e debba restare viva, capace di parlare al presente. Questo premio rappresenta oggi un segno di profonda gratitudine da parte delle Istituzioni e della cittadinanza, ma anche un impegno collettivo: custodire, trasmettere e rendere attuale l’eredità morale e civile della Resistenza. Finché memoria, responsabilità e coscienza continueranno a guidare la nostra comunità, la luce di Luciana Romoli continuerà a camminare insieme a noi.
