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Padri detenuti e figli, a Rebibbia nasce il parco “Abbracci in libertà”

di Gianluca Miserendino
8 Aprile 2026
in Attualità
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Padri detenuti e figli, a Rebibbia nasce il parco “Abbracci in libertà”

Aiutare a sostenere il legame tra i padri detenuti e i propri figli: è, questo, l’intento che ha portato alla realizzazione di un parco verde, con un’area giochi dedicata ai più piccoli, all’interno del carcere di Rebibbia. Situato nell’area esterna antistante la Chiesa giubilare del carcere il nuovo spazio “Abbracci in libertà” è un progetto fortemente voluto e realizzato da Francesca De Stefano e Santo Versace, vicepresidente e presidente della Fondazione,  grazie anche al sostegno di Banca del Fucino. All’inaugurazione, presente il Sindaco di Roma, Roberto Gualteri, sono intervenuti anche il presidente del Municipio Roma IV, Massimiliano Umberti, e la direttrice del carcere, Maria Donata Iannantuono. “Per noi è una gioia grandissima essere qui. Si tratta di un progetto importante perché i bambini sono innocenti per definizione, e se non possono abbracciare i propri papà scontano una pena che non meritano, perché non hanno fatto nulla” ha detto Gualtieri aggiungendo che “offrire ai padri detenuti la possibilità di incontrare i propri figli in uno spazio accogliente significa affermare un principio molto chiaro: la pena non deve interrompere i legami affettivi né ricadere sui bambini”. “Il parco che abbiamo inaugurato, per il quale ringrazio la Fondazione Santo Versace, rende concreto questo impegno – ha continuato il Sindaco – e contribuisce a mantenere viva una relazione fondamentale per la crescita dei figli e per il percorso di responsabilità di chi sta scontando una pena. È un intervento importante che rafforza la dimensione umana del sistema penitenziario e sostiene percorsi di reinserimento più solidi, con effetti positivi per l’intera comunità”, ha concluso Gualtieri. “Crediamo che la dignità della persona – ha affermato Santo Versace – passi anche dalla possibilità di custodire i legami affettivi: offrire ai padri detenuti uno spazio dove incontrare i propri figli significa proteggere una relazione fondamentale per il loro futuro. Il carcere – ha concluso – serve a riabilitare, lo dice la Costituzione, e la bellezza deve arrivare anche in questi luoghi”. “Questo progetto – ha detto dal canto suo Francesca De Stefano – nasce da una convinzione semplice: la pena non deve ricadere sui bambini. Per questo abbiamo immaginato uno spazio dove la bellezza possa diventare unostrumento di cura e di relazione, capace di custodire il legame tra un padre e suo figlio”. La realizzazione del parco “non è il risultato di un’azione isolata dell’Amministrazione Penitenziaria, ma il frutto prezioso di una collaborazione con il privato sociale” ha sottolineato la direttrice del carcere romano, Maria Donata Iannantuono. “È la dimostrazione – ha aggiunto – che quando le istituzioni e il terzo settore dialogano, il carcere smette di essere un ‘corpo estraneo’ alla città per diventare un luogo di civiltà e di investimenti sul futuro”. “Abbiamo il privilegio di essere al fianco della Fondazione Santo Versace in quest’iniziativa, che pone al centro un tema di grandissima attualità, la relazione tra genitori e figli, valorizzando la dimensione affettiva e sociale della genitorialità. Iniziative come questa contribuiscono a rafforzare coesione e inclusione, generando un impatto positivo e duraturo sulle persone e sulle comunità”. Così l’amministratore delegato di Banca del Fucino, Francesco Maiolini. La progettazione dello spazio è stata affidata allo Studio Ideas di Milano, società di architettura e ingegneria attiva nella riqualificazione di spazi aperti e rigenerazione urbana. Tutti i materiali utilizzati, le distanze e le strutture installate rispondono rigorosamente ai requisiti previsti dalla normativa, offrendo uno spazio sicuro, accogliente e a misura di bambino.

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