Tove Ditlevsen è nata a Copenhagen nel 1917 è stata una celebrata poetessa e romanziera danese. Nella sua vita ci sono stati quattro matrimoni e quattro divorzi e, come si legge nella biografia riportata sul sito di Feltrinelli, ha avuto problemi di dipendenza da alcol e da droghe. È morta suicida nel 1976. Fazi Editore ha pubblicato i suoi tre libri autobiografici, Infanzia, Gioventù e Dipendenza, che insieme compongono la trilogia di Copenaghen, capolavoro che ha fatto conoscere la Ditlevsen al mondo, innalzandola a pioniera del genere dell’autofiction. Dopo la Trilogia di Copenaghen, continua la riscoperta di Tove Ditlevsen con “I volti”, Alessandro Storti traduttore, edito da Fazi nel 2026. Il romanzo racconta la storia di una donna sull’orlo del baratro, ritratta con tutta la vividezza dell’esperienza vissuta. Con una scrittura ammaliante, Ditlevsen mette a punto un’acuta esplorazione del matrimonio e del divorzio, dell’amore e della follia, della paura e del male. Il tutto è ambientato nella Copenaghen di fine anni Sessanta, Lise Mundus è scrittrice di libri per ragazzi e madre di famiglia: due ruoli che fatica a conciliare. Ha avuto tre figli da mariti diversi, l’ultimo dei quali è Gert. Il loro non è un matrimonio felice: l’uomo vive il successo della moglie come un affronto personale, da tempo ha smesso di toccarla e non fa mistero di portare avanti ben due relazioni extraconiugali, con la collega Grete e con la donna di servizio Gitte. La crisi di coppia e le continue tensioni con i figli ricadono inevitabilmente sul lavoro di Lise, che non riesce più a scrivere. La donna perde il controllo, si sente odiata da tutte le persone con cui vive, sviluppa una mania di persecuzione e si mette in testa che Gert e Gitte stiano complottando ai suoi danni. La notte è il momento peggiore, perchè i pensieri corrono veloci, sempre più difficili da tenere a bada, e la visione di volti deformati comincia a tormentarla. Sono volti che stanno per cadere, come maschere, pronti a rivelare tutta la finzione che nascondono. Il crollo psichico è rapido. Mentre sprofonda in un mondo fatto di pillole e ospedali, Lise comincia a chiedersi se la follia sia davvero qualcosa da temere o porti con sé una sorta di libertà.
Fonte immagine: sito web Fazi Editore
