Per il secondo anno consecutivo Roma ha ricordato l’eccidio delle Fosse Ardeatine in piazza del Campidoglio. Per non dimenticare le 335 vittime, ieri è stato srotolato un lungo striscione sulla rampa che porta da piazza Venezia alla statua del Marco Aurelio su cui sono stati stampati i nomi di tutti i martiri della strage.
In piazza gli studenti di Scienze Politiche della Lumsa che hanno letto alcune lettere dei familiari delle vittime, il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore alla Cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Massimiliano Smeriglio.
“In questo giorno di commemorazione vogliamo ricordare le vittime su questa scala, dove all’indomani dell’eccidio salirono i familiari delle vittime che volevano informazioni sui loro cari e chiedevano una degna sepoltura. E proprio qui nacque il comitato 320 che per primo pretese una ricostruzione di quanto avvenuto. Noi pensiamo sia importante che la memoria sia viva, una memoria capace di ricordare la vita delle vittime, collegandosi al contesto storico e politico” ha dichiarato Gualtieri.
“L’eccidio delle Fosse Ardeatine non è un fatto di quartiere ma ha riguardato 335 famiglie romane. Roma in quel periodo ha resistito e per questo i nazisti hanno progettato e realizzato l’eccidio. Quindi è giusto ricordare queste persone che stavano combattendo, difendendo e costruendo l’Italia del domani” ha aggiunto Smeriglio.
Nella mattinata il Sindaco Roberto Gualtieri si è recato al Mausoleo delle Fosse Ardeatine per partecipare, insieme al Capo dello Stato Sergio Mattarella e agli altri rappresentanti istituzionali, alla cerimonia in onore delle vittime della strage nazifascista, a 82 anni dal tragico eccidio, una delle pagine più terribili della nostra storia.
Era il 24 marzo del 1944, quando a Roma, all’interno delle cave di pozzolana sulla Via Ardeatina, per rappresaglia all’attentato dei Gruppi di Azione Patriottica avvenuto il giorno prima, in Via Rasella, contro un reparto armato tedesco, 335 persone furono brutalmente uccise: partigiani, civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei e detenuti comuni.
In questo luogo altamente simbolico e consacrato alla memoria dei caduti per la libertà e la giustizia, l’anniversario è occasione di ulteriore riflessione e rinnovato impegno comune nella difesa dei valori più alti, da trasmettere alle nuove generazioni.
È “una cerimonia importantissima per onorare le vittime di quello che fu un eccidio, di una violenza e di una ferocia inaudita. Una delle manifestazioni più terribili del terrore che il nazifascismo ha esercitato nei mesi tragici dell’occupazione di Roma nell’epilogo drammatico di una vicenda che ha portato l’Italia al punto più basso della sua storia – ha dichiarato il Sindaco a margine della cerimonia di commemorazione, ricordando che, in quel momento storico – con l’eroismo della resistenza e un percorso di rifondazione della democrazia, il Paese è uscito più forte e più unito da quella tragedia. Bisogna sempre ricordare e onorare le vittime, ricordare le responsabilità gravissime del fascismo, del nazismo, e anche l’eroismo di quanti seppero avere il coraggio di opporsi e di guidarci verso la democrazia e la libertà ”.
Noi pratichiamo una politica della memoria attiva, importante per coinvolgere soprattutto i giovani e perché non si ha futuro se non si ha memoria, se non si ricorda da dove veniamo: perché solo elaborare, conoscere, capire le vicende più buie della nostra storia, come quella della Seconda guerra mondiale, del fascismo, dell’alleanza con la Germania nazista, ci danno la forza, i valori, i principi per andare avanti nel segno della libertà , della democrazia e della pace” ha concluso Gualtieri.
