In occasione dell’Assemblea del Consiglio del Cibo, l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi, insieme al Presidente del Consiglio del Cibo Fabio Ciconte, ha annunciato l’avvio dei lavori per la redazione del piano del cibo. Anche la Capitale si doterà di un documento di pianificazione economica, sociale e ambientale, capace di delineare gli obiettivi di sviluppo sostenibile nel sistema di produzione e consumo. La scelta dell’Amministrazione è quella di affidare l’incarico di stesura del piano al Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei (CIHEAM) Bari, chiamato a coordinarsi con un gruppo di lavoro composto dall’Assessorato all’Agricoltura, dal Tavolo sulle filiere agroalimentari della Città Metropolitana di Roma, dalla Commissione Capitolina Ambiente e dal Consiglio del Cibo di Roma. Oggi il Consiglio del Cibo riunisce 200 iscritti, tra realtà agricole, università, enti di ricerca, associazioni, sindacati, operatori dei mercati rionali e contadini, reti dei gruppi di acquisto solidale, reti di impresa e poli civici. I tavoli tematici in cui è suddiviso coadiuvano e stimolano le politiche capitoline per il governo del sistema agroalimentare di Roma, partendo dall’accesso al cibo sano, alla ristorazione scolastica ed educazione alimentare, passando per la valorizzazione delle filiere territoriali, fino alla promozione della cultura gastronomica. Sarà la sinergia tra l’organizzazione intergovernativa, le istituzioni, il mondo accademico e gli attori territoriali a sviluppare una strategia integrata che garantisca il sostegno all’agricoltura, la sostenibilità ambientale, la tutela della biodiversità, la qualità dell’alimentazione e la riduzione delle disuguaglianze. “Oggi inizia il lavoro per la creazione di una politica del cibo innovativa e coerente con il ruolo internazionale della città di Roma. Per la capitale, questo documento non rappresenta soltanto uno strumento di programmazione delle politiche agroalimentari urbane, ma anche un’opportunità per rafforzare il ruolo della città come punto di riferimento nel dialogo sui temi della sostenibilità, della sicurezza alimentare e della cooperazione tra popoli. Oggi, in una fase segnata da tensioni geopolitiche che attraversano molte aree della regione mediterranea, il cibo non assume più una dimensione economica, ma diviene linguaggio universale, in grado di creare relazioni tra comunità, valorizzare le diversità culturali e costruire ponti tra società diverse” dichiara Sabrina Alfonsi.
