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Home Arte e Mostre

Palazzo Barberini ospita il Ritratto di Giovane

di Daniela Pasquano
3 Febbraio 2026
in Arte e Mostre
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Palazzo Barberini ospita il Ritratto di Giovane

Fino all’8 marzo 2026 Palazzo Barberini ospita il Ritratto di Giovane, noto anche come Ritratto di Antonio Brocardo e attribuito a Giorgione, proveniente dallo Szépmüvészeti Múzeum / Museo di Belle Arti di Budapest. Il dipinto, realizzato intorno al 1503, arriva a Roma come parte della politica di scambio avviata dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica con importanti istituzioni italiane e internazionali, offrendo al pubblico l’occasione per avvicinarsi all’opera di uno dei maestri più enigmatici del Rinascimento veneziano. Il Ritratto di Giovane, donato al museo ungherese dall’arcivescovo János László Pyrker nel 1836, ma originariamente proveniente da Venezia – si legge sul sito di Palazzo Barberini – conserva intatto quel carattere di mistero tipico di Giorgione: restano aperti interrogativi sulla sua data esatta, sull’identità del giovane effigiato e sul significato più profondo dell’immagine. Nonostante le incertezze, l’opera testimonia l’impatto decisivo dell’artista nello sviluppo della ritrattistica italiana agli inizi del Cinquecento. A Palazzo Barberini il dipinto entra in dialogo diretto con il celebre Doppio ritratto dello stesso artista, oggi conservato a Palazzo Venezia ed eccezionalmente prestato dal VIVE Vittoriano e Palazzo Venezia nell’ambito di un accordo di collaborazione tra i due istituti del Ministero della Cultura. L’incontro ravvicinato tra i due capolavori permette di osservare da vicino i caratteri innovativi della ritrattistica giorgionesca, fondata su una nuova attenzione psicologica, sulla resa intimista e sulla capacità di suggerire più che dichiarare. A partire da questo confronto, il percorso espositivo si estende ad altre opere della collezione permanente, invitando il pubblico a esplorare le diverse declinazioni del ritratto nel primo Cinquecento: dal ritratto virile di ruolo, rappresentato da Bronzino, Bartolomeo Veneto e Metsys, al ritratto di Stato di Holbein, fino al filone sentimentale ed erotico inaugurato proprio da Giorgione e interpretato da Raffaello nella Fornarina.

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Daniela Pasquano

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