L’appuntamento è al TeatroBasilica con “Pluto. O il dono della fine del mondo”, per due repliche speciali, il 19 e 20 dicembre. La compagnia residente del TeatroBasilica, Gruppo della Creta, ripropone la sua originale rivisitazione del classico di Aristofane, con un testo di Anton Giulio Calenda e Valeria Chimenti e la regia di Alessandro Di Murro. Sul palco, gli interpreti Matteo Baronchelli, Alessandro Di Murro, Alessio Esposito, Amedeo Monda e Laura Pannia esplorano l’idea di un’umanità improvvisamente arricchita, contrapponendosi alla personificazione della Povertà. E se fossimo tutti ricchi e liberi dall’obbligo di lavorare? In Pluto, Aristofane immagina questa utopia: il dio cieco della ricchezza viene curato da Cremilo affinché il denaro sia distribuito ai giusti e non ai corrotti, anzi il denaro sarà per tutti e tutti saranno ricchi senza limiti, ma l’abbondanza per tutti porta all’ozio universale e ad opporsi è Povertà, che difende il bisogno come motore dell’impegno umano. Se Pluto incarna un comunismo ideale e Povertà il volto del capitalismo, il Gruppo della Creta nella sua riscrittura di questo capolavoro, segue le orme di Aristofane e si distanza da entrambe le ipotesi politiche. Con ironia e critica costruisce uno spettacolo che esplora la crisi di tutte le ideologie, cercando una via nuova. Perché l’umanità sbaglia, ma sbaglia sempre meglio. Lo spettacolo è alle ore 21:00. Una coproduzione Gruppo della Creta e Cadellino Srl, con il sostegno del Ministero della Cultura, partecipazione straordinaria degli allievi attori del Progetto Speciale “Aristofane nostro contemporaneo”. Lo spettacolo si svolgerà all’interno del Progetto Speciale 2025 “Aristofane nostro contemporaneo”, con la direzione artistica di Antonio Calenda.