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Home Arte e Mostre

Fino al 29 marzo ai Musei di Villa Torlonia la mostra antologica Antonio Scordia

di Daniela Pasquano
23 Dicembre 2025
in Arte e Mostre
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Fino al 29 marzo ai Musei di Villa Torlonia la mostra antologica Antonio Scordia

Foto: dal sito dei Musei di Villa Torlonia Casino dei Principi

Fino al 29 marzo 2026 al Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia a Roma, si potrà visitare la mostra antologica Antonio Scordia. La realtà che diventa Visione, a cura di Giovanna Caterina de Feo. Sono esposte circa 80 opere di Antonio Scordia (1918-1988), artista ben noto alla storiografia e alla critica d’arte, ma oggi poco raccontato al grande pubblico. Bisogna risalire al 1977 per trovare nella Capitale un’esposizione in spazi pubblici dedicata al pittore che, nato a Santa Fè da genitori italiani, scelse Roma, città nella quale crebbe, come luogo dove vivere e lavorare, nonostante le opportunità in Argentina e i soggiorni a Parigi, New York e Londra. L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è prodotta e sostenuta dalla Galleria Mucciaccia con la collaborazione dell’Archivio Antonio Scordia. Supporto organizzativo e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il percorso espositivo, articolato sui due piani del museo, offre una panoramica completa dell’opera dell’artista. Comprende dipinti provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, riuniti per l’occasione con opere appartenenti a collezioni private e agli eredi di Scordia, oltre a una selezione di documenti d’archivio — cataloghi e fotografie — provenienti dagli archivi di famiglia. La mostra si apre con le opere dei difficili anni degli esordi, all’indomani del 1942, nel clima figurativo della cosiddetta Scuola romana. Tra i primi dipinti esposti figurano alcuni oli su tela, tra cui un Autoritratto, diversi ritratti della moglie Valentina, il Ritratto del Poeta Sinisgalli e La seggiola e il gatto, opera acquisita nel 1952 da Palma Bucarelli per la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma. Questa prima parte si conclude con opere di poco successive, di impianto post-cubista, come Innaffiatoio in giardino e il disegno Donna in poltrona, anch’esso dalle collezioni della Gnamc, realizzate entro il 1956. La mostra prosegue con le tele della seconda metà degli anni Cinquanta, incentrate sul percorso che porterà Scordia verso l’astrattismo. Si va da Ruderi nel parco a Siesta in campagna, fino a opere come Annuncio e Figura bianca, ambedue del 1959, grandi tele in cui la forma sembra progressivamente dissolversi. Sono gli anni delle mostre alla Galleria La Tartaruga di Plinio de Martiis (1955 e 1957), periodo in cui Scordia avanza con decisione verso l’astrazione, elaborando una pittura poetica, colorata e incantata della realtà quotidiana. Il percorso prosegue con un approfondimento dedicato alle grandi tele degli anni Sessanta, tra cui Gorgone, Grande frammento e il Grande interno del 1968, e culmina in una selezione di opere liriche e mature degli anni Settanta e Ottanta, come Specchio Blu del 1978, Specchio rosa del 1982 e Pietra Lavica del 1986. Sono opere nelle quali emerge la verve creativa di Scordia che, come agli esordi, continua a muovere la propria ricerca partendo dal confronto con la realtà. La mostra si conclude con un approfondimento dedicato alla poco nota attività dell’artista nel campo delle arti decorative, documentata da alcune ceramiche degli anni Quaranta, dipinte nello Studio Galassi, e soprattutto dall’arazzo realizzato, su suo cartone, nel 1962 per la Turbonave Raffaello. Quest’opera segna un momento di particolare rilievo nella sua produzione e costituisce il prodromo del monumentale arazzo eseguito pochi anni più tardi per il Ministero degli Affari Esteri, oggi conservato nella Sala dei Trattati Europei “David Sassoli” alla Farnesina. L’intero percorso espositivo è corredato da disegni inediti provenienti dall’Archivio Antonio Scordia. Selezionato nel 1958 da Lionello Venturi tra gli undici Pittori italiani d’oggi, il lavoro del pittore fu seguito con attenzione da poeti, critici e storici dell’arte. La mostra è accompagnata da un catalogo monografico, edito da Silvana Editoriale, con un’introduzione di Giuseppe Appella, un saggio della curatrice Giovanna Caterina de Feo, testi di Gregorio Botta, Carlo Alberto Bucci e Giulia Silvia Ghia, la riproduzione di tutte le opere in mostra e una ricca selezione di apparati e testi critici. La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali è prodotta e sostenuta dalla Galleria Mucciaccia con la collaborazione dell’Archivio Antonio Scordia. Organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

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