“Oggi festeggiamo la Giornata Nazionale dell’Albero e la dedichiamo ad una rinascita, quella di un gigante verde, appena piantato, che simboleggia un tassello importante della storia botanica di questa città”. Così l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi in occasione dell’intervento di messa a dimora della pianta che replica il gene dei platani monumentali di Villa Borghese, il primo mai effettuato dall’Amministrazione capitolina. Quella della Valle dei Platani è una storia secolare che inizia nel 1600 quando il Cardinale Scipione Borghese fece piantare gli undici esemplari di platani orientali, oggi censiti nell’elenco del MASAF come alberi monumentali. “Roma è una città per un terzo verde, con un patrimonio naturale imponente e diffuso. Oltre 340mila alberi pubblici inseriti in aree verdi, parchi, strade e giardini. Tra questi vi sono anche alberi monumentali che, per portamento, età, rarità e storia, rappresentano unicum a livello botanico e culturale e per questo sono tutelati in modo speciale. Pochi giorni fa il MASAF ha pubblicato l’aggiornamento dell’elenco nazionale delle piante monumentali e siamo felici che siano sati inclusi 23 nuovi alberi di Roma, per cui saliamo a 65 alberi censiti, sui 4944 in tutta Italia” continua Alfonsi. La creazione del clone dei platani monumentali di Villa Borghese è l’esito di un progetto nato dall’accordo di collaborazione tra il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale e il Dipartimento di Biologia Ambientale, Orto botanico, dell’Università Sapienza di Roma, con l’obiettivo di valorizzare e promuovere l’utilizzo del genoma degli alberi di pregio della città. Per mantenere inalterato il patrimonio genetico dell’albero è stata scelta la tecnica della riproduzione agamica, caratterizzata per l’assenza dell’incontro tra sessi. “Con l’accordo di collaborazione con Sapienza, facciamo un passo avanti nella cura di questi alberi speciali: ne rigeneriamo e ampliamo il patrimonio, rinnovandone il gene, in modo che possano continuare a vivere e crescere al fianco degli alberi da cui hanno origine. Questo lavoro ci permette di custodire e salvaguardare un patrimonio verde di straordinario valore storico, ambientale e paesaggistico coniugando criteri di sostenibilità con i traguardi della ricerca scientifica” conclude Alfonsi.
