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Frosinone, valorizzazione dello scavo delle terme romane sulla sponda del fiume Cosa

di Daniela Pasquano
28 Novembre 2025
in Frosinone
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Frosinone, valorizzazione dello scavo delle terme romane sulla sponda del fiume Cosa

Foto: immagini e rendering dell'intervento

E’ prevista la riqualificazione dello scavo archeologico condotto, dal 2021, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Frosinone e Latina, che ha permesso di riportare alla luce parte delle strutture che costituivano le terme romane situate sulla sponda del fiume Cosa. L’intervento è finanziato tramite PNRR, M1C3 Investimento 4.3: Caput Mundi Next Generation EU. “Il progetto di valorizzazione predisposto dalla Soprintendenza – ha dichiarato il Sindaco Riccardo Mastrangeli – prevede l’ampliamento dello scavo, poiché dalle indagini preliminari è emersa la presenza di ulteriori strutture archeologiche. L’obiettivo è garantire la conservazione di tutte le strutture ‘riemerse’, testimonianze della complessa stratificazione storico-archeologica che caratterizza il territorio. I reperti rinvenuti saranno oggetto di restauro conservativo: tra questi, spiccano i preziosi mosaici dell’ambiente del frigidarium. Il sito, nella sua interezza, sarà al centro di un intervento importante, con la realizzazione di una copertura per la protezione dei mosaici, una passerella che ne consenta l’accessibilità e la fruizione, l’installazione di pannelli didattici e la sistemazione del percorso di accesso all’area archeologica. Le operazioni, che favoriranno così la più ampia fruizione da parte del pubblico, saranno condotte dalla Soprintendenza in sinergia con il Comune. Desidero esprimere un sentito ringraziamento al Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio delle province di Frosinone e Latina, dott. Alessandro Betori, al personale della Soprintendenza e agli uffici comunali coinvolti, per l’impegno, la professionalità e la collaborazione che stanno rendendo possibile la realizzazione di questo importante progetto di valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale”. A ciò si aggiunga il fatto che il Comune di Frosinone, tramite la Strategia Territoriale, ha individuato l’«asse» del Fiume Cosa come direttrice portante dei diversi interventi. L’amministrazione Mastrangeli è infatti destinataria di un finanziamento pari a € 16.180.000, tramite il Programma Regionale cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. “Tra gli interventi della Strategia, che saranno realizzati dal Comune – ha proseguito il Sindaco Mastrangeli – appaiono proprio la messa in sicurezza delle aree archeologiche ‘Ponte del Rio’ (rotatoria Brunella) e la valorizzazione delle terme romane sul fiume Cosa”. Nel mese di marzo 2021, durante l’esecuzione di saggi archeologici preventivi al rifacimento dell’impianto fognario in località Ponte della Fontana a Frosinone, sono stati individuati i resti di un edificio termale di epoca romana imperiale, che conserva parte delle originarie pavimentazioni musive e dei rivestimenti parietali marmorei degli ambienti. Considerata la rilevanza dell’inaspettato rinvenimento, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Frosinone e Latina aveva disposto quindi la prosecuzione degli scavi a fini conoscitivi, per l’avvio degli opportuni provvedimenti di tutela ministeriali, in sinergia con l’allora amministrazione Ottaviani, che condivideva la programmazione di un progetto di valorizzazione volto alla fruizione pubblica dell’area. L’ampliamento delle indagini archeologiche ha costituito la prima fase di una ricerca finalizzata a individuare l’estensione e la cronologia del complesso termale, di cui erano stati messi in luce i resti di alcuni ambienti in opera reticolata e laterizia e una vasca quadrangolare. Tra le superfici pavimentali, emerse a poche decine di centimetri dall’attuale piano di calpestio, si distingueva un mosaico bicromo a soggetto marino databile al II secolo d.C., con raffigurazioni rappresentative degli ambienti termali. L’ubicazione del sito, attualmente accessibile da via di S. Giuseppe – strada che ricalca forse una viabilità precedente –, consente di confermare la frequentazione della sponda sinistra del fiume Cosa in epoca romana imperiale, probabilmente da mettere in relazione con il rinnovamento urbanistico della città in tale periodo.

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Daniela Pasquano

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