Le nuove sfide della mobilità condivisa al centro dell’incontro organizzato in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca. La Conferenza nazionale della Sharing Mobility – promossa dall’Osservatorio nazionale Sharing Mobility e patrocinata anche da Roma Servizi per la Mobilità – è oramai l’occasione per fare il punto sul tema e avviare un confronto fra i vari attori coinvolti. Specie a Roma, la prima città sul territorio nazionale per numero di noleggi di auto, moto, biciclette e monopattini (13,2 milioni nel 2024). Presenti – all’evento giunto alla nona edizione – anche il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e l’assesore alla Mobilità Eugenio Patanè. “La mobilità condivisa, grazie ad alcune riforme che abbiamo introdotto, è una realtà in crescita, da considerare come parte integrante del trasporto pubblico. C’è molto da fare – il commento del Sindaco Roberto Gualtieri – ma i numeri ci stanno incoraggiando. Siamo i primi in Italia, con 14 milioni di utilizzi nel 2024, e quest’anno stiamo crescendo ancora. Lavoriamo per una città più accessibile in cui sia semplice muoversi. Lo sharing è un ingrediente indispendabile nella nostra visione dell’integrazione trasportistica. A Roma non si può fare altrimenti vista la struttura. Stiamo potenziando il ferro, ma non avremo mai la possibilità di raggiungere ogni zona della città, quindi serve una sempre maggiore integrazione tra ferro, gomma e sharing. Noi ci stiamo provando a livello regolatorio, e siamo riusciti a redistribuire i mezzi anche nelle periferie. E poi facendo una scelta pionieristica, che è stata quella di integrare lo sharing ai titolari di abbonamenti mensili del tpl”. “L’obiettivo per le grandi città è di trasformarle da autocentriche in città che utilizzano l’intermodalità per gli spostamenti. L’unica soluzione – l’analisi dell’assessore Eugenio Patanè – è prendere il trasporto pubblico come spina dorsale degli spostamenti e avere la sharing mobility e la ciclabilità per quelli del primo e ultimo miglio. Parliamo di un viaggio ‘door to door’, da casa fino al lavoro, allo studio e ai servizi. La sharing mobility diventa quindi un pezzo fondamentale del trasporto collettivo. L’amministrazione di Roma Capitale ha voluto fin da subito imprimere una svolta nel settore. I dati del Rapporto ci confortano e dimostrano che siamo sulla strada giusta. Grazie al nuovo regolamento introdotto a Roma, ci stiamo progressivamente avvicinando agli obiettivi che avevamo indicato: garantire l’intermodalità e il decoro attraverso norme chiare e una razionalizzazione e capillarizzazione del servizio”.
