Listen to this article
lunedì, 11 Maggio 2026, 21:29
19 °c
Rome
  • Login
What's Up! Media
  • Attualità
  • Politica
  • Sport
  • Musica e Spettacolo
  • Mobilità
  • Arte e Mostre
  • Cultura
  • Cinema
  • Shop
    • Acquista l’ultimo numero
    • Abbonamento Cartaceo Annuale
    • Abbonamento Digitale Annuale
  • Carrello
No Result
View All Result
What's Up! Media
No Result
View All Result
Home Arte e Mostre

Le opere di Orfeo Boselli e di Adolfo Wildt esposte ad “Arte e Collezionismo a Roma”

di Daniela Pasquano
2 Settembre 2025
in Arte e Mostre
A A
Le opere di Orfeo Boselli e di Adolfo Wildt esposte ad “Arte e Collezionismo a Roma”

Foto: Brun Fine Art, Adolfo Wildt

Brun Fine Art partecipa alla seconda edizione di “Arte e Collezionismo a Roma” a cura dell’Associazione Antiquari d’Italia, che si terrà nella cornice di Palazzo Barberini – sede delle Gallerie Nazionali di Arte Antica – dal 20 al 23 settembre 2025. Curata e prestigiosa la selezione di opere che saranno in esposizione allo Stand 36 di Brun Fine Art, situato nella sala 98, tra cui spicca l’”Allegoria dell’invidia” di Giuseppe Mazzuoli (Volterra, 1644-Roma, 1725), in Marmo di Carrara, del 1701. Cresciuto a Siena in una famiglia di scalpellini e architetti, Giuseppe Mazzuoli si forma a Roma presso Antonio Raggi e collabora presto con Gian Lorenzo Bernini in cantieri vaticani di primo piano, come quello della tomba di Papa Alessandro VII, per cui realizza la figura della Carità. Unico scultore a traghettare il linguaggio berniniano oltre la soglia del 1700, Mazzuoli è l’autore di questa figura senile in marmo, un’allegoria dell’Invidia, colta nell’atto di strapparsi i capelli, mentre urla con disperazione. L’opera faceva parte del monumento funebre dedicato a Carlo e Alessandro de Vecchi dai loro congiunti senesi. Collocato nella basilica romana dei Santi Apostoli tra il marzo e l’aprile del 1701, il complesso viene smantellato sette mesi dopo, in occasione dei lavori di rifacimento dell’intero edificio. Da quel momento si sono perdute le tracce della scultura fino al suo recente ritrovamento.
In esposizione anche un capolavoro inedito, la “Personificazione della Follia” del 1650-1660 ca., di Orfeo Boselli (1597-1677), scultore nato e vissuto a Roma in pieno Seicento, negli anni in cui la scena artistica locale era dominata da Gian Lorenzo Bernini. Rispetto a quest’ultimo, Boselli è un nome ancora oscuro al grande pubblico, sebbene abbia rappresentato un assoluto comprimario del suo tempo. Il busto in questione, scolpito in candido marmo di Carrara, raffigura una donna con un curioso copricapo, formato da una veletta e da tre piume possenti, che si inarcano come serpi. A rendere l’immagine non meno sensuale sono la capigliatura vistosa, agitata dal vento, e la veste leggera, che lascia scoperto il seno sinistro. In tale figura, di sapore quasi esotico, Luca Annibali, Storico dell’Arte, vi riconosce una straordinaria personificazione della Follia, talora resa, infatti, come una donna con la chioma al vento, tre piume sul capo e abiti discinti. Nei manuali iconografici l’invenzione di tale immagine è attribuita a Ludovico Carracci, che così rappresentò la pazza risanata allo speco di Subiaco da san Benedetto negli affreschi presso il cortile dell’ex convento di San Michele in Bosco a Bologna. Si tratta di un’immagine derivata dalla Vita et miracula sanctissimi patris Benedicti, repertorio di stampe incise da Aliprando Caprioli su disegni di Bernardino Passeri, ed edito a Roma nel 1579. Su chi possa aver commissionato questo busto, non è possibile esporsi alla luce dei dati in possesso. Il suo artefice, però, non può dirsi altrettanto avvolto nell’oscurità, perché l’esame stilistico suggerisce di riconoscere questo marmo sublime alla mano di Orfeo Boselli.
Adolfo Wildt sarà presente con Maschera di cesare Sarfatti del 1928, rilievo in bronzo, polito, cesellato e patinato. Un fortunato ritrovamento ha permesso di abbinare questo bronzo all’opera esposta nel novembre-dicembre 1928 alla Prima Mostra Regionale d’Arte Lombarda della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente a Milano. Il Cesare Sarfatti altorilievo in bronzo verde, che occorre osservare da un determinato angolo visuale, in quanto la parte sinistra del volto risulta deliberatamente schiacciata, insegna agli arcaisti contemporanei come si possa eseguire un ritratto plastico di romana potenza, con spirito moderno, risolvendo in sintesi di espressione umanissima le implacabili realizzazioni oggettive. Non si può escludere l’ipotesi che il marmo sia stato eseguito da Wildt per l’amica Margherita della quale nel 1930 aveva scolpito il ritratto.

Share2
Daniela Pasquano

Daniela Pasquano

What's Up! Media

Copyright © 2024

  • Collabora con noi
  • Termini e condizioni
  • Privacy e cookie
  • Contatti

Seguici

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Attualità
  • Politica
  • Sport
  • Musica e Spettacolo
  • Mobilità
  • Arte e Mostre
  • Cultura
  • Cinema
  • Shop
    • Acquista l’ultimo numero
    • Abbonamento Cartaceo Annuale
    • Abbonamento Digitale Annuale
  • Carrello

Copyright © 2024

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.

Iscriviti alla Newsletter

Invalid email address
Thanks for subscribing!