Un processo partecipativo che ha messo al centro i giovani e le loro proposte. Nella sala Di Prinzio del dipartimento Politiche sociali e salute di Roma Capitale, in occasione del tavolo di coordinamento istituito con memoria di Giunta n. 7/2024, una delegazione della Consulta provinciale degli studenti di Roma ha esposto le linee del documento conclusivo del progetto: “Ripensiamo i CAG – Proposta di nuove linee guida per i Centri di aggregazione giovanile”. Il documento è stato presentato all’assessora Barbara Funari, al direttore del dipartimento delle Politiche sociali e salute di Roma Capitale, agli assessori e direttori delle aree socio educative dei Municipi, all’ufficio del delegato per le Politiche giovanili di Roma Capitale. Cinquanta studentesse e studenti, provenienti da tutti i Municipi e da oltre 19 istituti scolastici superiori di Roma e Provincia, hanno elaborato il documento, frutto di un anno di lavoro condiviso tra l’assessorato e la Consulta – avviato in occasione del confronto sul nuovo Piano sociale cittadino. Attraverso metodologie partecipative come il world café e il focus group, i ragazzi hanno discusso idee e soluzioni per ripensare i CAG come spazi dinamici, inclusivi e realmente aperti alla partecipazione giovanile. A coordinare i lavori il pedagogista sociale Gianluca Cavino, dello staff dell’assessorato capitolino. La delegazione studentesca – composta da Samuel di Cesare, Alessia Andreozzi, Lukman Cortoni, Donato Suozzi, Alice Sagliocca, Simone Casalino e Samuel Joseph Lizzini, accompagnati dalla referente della Consulta, la dott.ssa Alessia Vagliviello – ha illustrato le proposte: centri flessibili, accessibili, con orari estesi e integrati nella rete territoriale attraverso convenzioni. Spazi in cui i giovani siano coinvolti nella progettazione delle attività : “Non abbiamo bisogno solo di imparare ma di offrire le nostre idee, di concertarle con le istituzioni, di vederle realizzate”, affermano i giovani. E ancora: “Il Cag è per noi un terzo posto, tra la scuola e la famiglia, per dialogare, scambiare idee, realizzare progetti e aggregarsi. Non luoghi scolastici, dove tutte le attività sono già programmate a priori, ma spazi dove le esperienze siano anche il prodotto della collaborazione e cooperazione con i giovani. Luoghi non giudicanti”. Non mancano i suggerimenti per le attività , per come dovrebbero essere gli spazi fisici e per come dovrebbero essere gestiti. “Ascoltateci e non giudicateci. Abbiamo bisogno di sperimentare luoghi che non ci mettano ansia”, concludono i partecipanti. L’assessora Barbara Funari ha accolto con favore e simpatia le proposte emerse dagli studenti: “Abbiamo messo in campo un vero lavoro di partecipazione che ha visto i giovani protagonisti di un processo decisionale all’interno delle pubbliche amministrazioni. Se sollecitati nel modo giusto, i giovani sono pronti ad offrire il loro contributo, anche con competenza, perché prima di presentare le loro linee guida, hanno studiato molto e si sono confrontati tra di loro. A settembre presenterò il documento in giunta capitolina. Accolgo inoltre la proposta di cambiare l’acronimo dei CAG, rendendolo più comprensibile e attuale. Sarà l’occasione per continuare la collaborazione con la Consulta provinciale degli studenti di Roma”.
