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Home Arte e Mostre

Progetto Murales, ai Fori la trasformazione urbana diventa arte

di Yaile Feliu Guisado
26 Dicembre 2024
in Arte e Mostre
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Progetto Murales, ai Fori la trasformazione urbana diventa arte

Il cantiere della metro C di Piazza Venezia si trasforma in una pinacoteca a cielo aperto.  È stato inaugurato il primo murale, intitolato “Le Costellazioni di Roma” e realizzato dall’artista Pietro Ruffo, che ha trasformato i silos dei lavori in un’opera d’arte. Si tratta della prima installazione del progetto Murales, presentato alla presenza del sindaco Gualtieri e promosso dalla società consortile guidata da Webuild e Vianini Lavori, che mira a trasformare Piazza Venezia in una innovativa piattaforma culturale che guarda al futuro, esponendo opere di arte contemporanea create da artisti di respiro internazionale. Il progetto invita a riflettere sulla natura evolutiva delle città e sul ruolo trasformativo dei progetti infrastrutturali per un nuovo modello di città a misura d’uomo. Ogni quattro mesi, sui silos del cantiere di Piazza Venezia si alterneranno opere inedite di sei artisti, invitati a interpretare le trasformazioni in città, esplorando i paradigmi urbani dalla loro prospettiva per promuovere un dialogo continuo con Roma, trasformando il cantiere in un’occasione di rigenerazione urbana. Dopo Ruffo, si alterneranno fino a dicembre 2026 Elisabetta Benassi, Liliana Moro, Marinella Senatore, Toiletpaper e Nico
Vascellari.

I dettagli dell’opera

‘Costellazioni di Roma’ di Pietro Ruffo è stata realizzata in due colori, bianco e blu. Le costellazioni sono state rappresentate dall’artista attraverso personificazione mitologiche che richiamano i miti fondativi di Roma, corpi umani, animali, figure antropomorfe. Sotto le mitologie cosmiche emergono le linee della ‘Pianta topografica di Roma antica’ di Luigi Canina. Per Ruffo, che è romano, quella di realizzare un’opera site-specific è stata un’opportunità per “lasciare una traccia nel tessuto storico di questa città”. La sua è un’opera monumentale alta 10 metri per 64 che mette in relazione il tessuto storico della capitale, come se i silos scavassero nel passato, con il futuro. “Il tutto sotto la volta celeste, le costellazioni di Roma – spiega l’artista – che hanno accompagnato la storia di tutti noi cittadini”. “Il cantiere di Piazza Venezia – ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri – è una sfida e un disagio, ma è anche un’opportunità. Abbiamo pensato che fosse giusto che Roma cogliesse questa occasione per mostrare il meglio dell’arte contemporanea”. Con questo progetto, ha aggiunto l’ad di Webuild, Pietro Salini, si è cercato di fare “un po’ di innovazione nel mettere dell’arte non solo nel progetto finito, per far sì che anche nel momento di costruzione si possa fare una esposizione di opere d’arte in un cantiere, che normalmente si vive come un posto dove c’è rumopre, dove c’è fumo, dove c’è polvere, ma non un posto dove si vede l’arte. Questo cantiere si prestava molto bene, questi silos giganteschi offrono una superficie di quasi 700 metri quadrati per poter realizzare delle opere che abbiamo fatto scegliere da un comitato scientifico”. Soddisfazione per l’inaugurazione è stata espressa da Svetlana Celli, presidente dell’Assemblea Capitolina. “L’idea di trasformare i silos del cantiere Metro C a Piazza Venezia in opere d’arte diventa realtà. Una proposta nata dalla mozione a mia prima firma, approvata dall’Assemblea Capitolina lo scorso settembre, che oggi prende forma grazie alla collaborazione della società Metro C e di tutti coloro che hanno reso possibile questo ambizioso progetto”, ha dichiarato. “Nel cuore di Roma, offriamo alla città e ai suoi visitatori, anche in vista del Giubileo, un esempio di come l’arte possa integrarsi con il tessuto urbano anche in contesti di trasformazione e sviluppo; – ha aggiunto – ringrazio in particolar modo i consiglieri capitolini che hanno condiviso questa visione e, soprattutto, i cittadini di Roma che con pazienza vivono i cambiamenti della città”.

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Yaile Feliu Guisado

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